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Autore : enrysno
Utilizzo della Splitboard


Fase 1: Applicazione pelli

Se la gita programmata prevede una salita all’inizio conviene mettere le pelli la sera prima, in tutta comodità e al caldo nel vostro laboratorio, anche per risparmiare tempo all’inizio della gita. Se non avete il laboratorio il lavoro si può fare anche in casa (mamme o peggio morose o mogli permettendo!).

Altro consiglio: tutte le manovre di seguito descritte vanno eseguite con attenzione specialmente se ci si trova sul pendio innevato. In particolare è importante che tutti gli oggetti (mezze tavole, attacchi, zaino, guanti ecc.) siano appoggiati sulla neve in modo che stiano ben fermi… perdere un pezzo giù dalla montagna non sarebbe simpatico. In caso con la pala si può preparare una piccola piazzola.

Per mettere le pelli bisogna prima di tutto splittare la tavola come visto nella rubrica “setting split”, se non è già divisa.  E’ importante asciugare bene la soletta prima di mettere le pelli, altrimenti può capitare che si formi del ghiaccio tra pelle e soletta e che la salita diventi un calvario. Consiglio quindi un piccolo pezzo di vecchio asciugamano sempre in zaino. Anche le pelli non devono avere neve sulla parte collosa, altrimenti potrebbero staccarsi in salita (può succedere soprattutto se la gita prevede più di una salita).

FIG.1 asciugatura soletta

 

Si infila il gancio in punta e si applicano le pelli facendo in modo che il lato dritto sia in linea con il lato interno della lamina. Avendo precedentemente sagomato la pelle come descritto nella rubrica “setting splitboard” l’altro lato sarà a filo con l’interno della lamina sciancrata.

 

FIG.2 applicazione pelli

 

Le prime volte potrà capitare di sentire l’esigenza di farsi aiutare dai compagni. Consiglio però di imparare a fare tutto in autonomia e nel minor tempo possibile, a vantaggio della sicurezza personale e degli altri.

 

 

Fase 2: Salita, uso dell’alzatacco, voltate

Una volta fissati gli attacchi in modalità salita (vedi fase 6 della Rubrica “setting splitboard”) si procede in modo del tutto simile a quello classico sci-alpinistico, ovvero il passo spinta, come nello sci da fondo classico per intenderci. Ricordo che le mezze tavole devono essere invertite ovvero l’attacco destro va montato sulla mezza tavola sinistra e viceversa. Questo per evitare che i ganci in punta e in coda entrino in collisione e per non danneggiare le pelli strisciando sui ganci metallici. In questo modo si procede sui pendii con la lamina rettilinea a monte e quella sciancrata a valle. Ho anche provato a salire nell’altro modo, come ho visto fare ad altri, per verificare se la tenuta della lamina dritta a valle consentisse una maggiore sicurezza nei traversi e nelle diagonali ma personalmente lo sconsiglio: nessun vantaggio e solo svantaggi (collisione dei ganci).

Durante la salita i piedi vanno tenuti un po’ più distanziati rispetto alla salita con gli sci, dato che la larghezza delle mezze tavole è maggiore; in ogni caso se la traccia è già fatta e non troppo stretta si dovrebbe riuscire a starci dentro. Consiglio di fare pratica all’inizio salendo lentamente e facendo attenzione a non far collidere i due attrezzi, anche se purtroppo, come vedrete soprattutto poi con l’uso dei rampanti, graffi e danneggiamenti vari al top sheet delle due mezze tavole saranno praticamente inevitabili, ma per fortuna non compromettono le prestazioni.

I ganci in plastica in punta e coda vanno posizionati in modo che non sporgano, altrimenti potrebbero danneggiarsi.

La tecnica giusta di salita è quella di far scorrere in avanti la mezza tavola senza sollevarla dalla superficie nevosa, in modo da minimizzare la fatica. Altri consigli utili sono quelli classici dello scialpinismo: partire piano per scaldarsi, adeguare la lunghezza e la cadenza del passo al proprio livello di forma fisica, tenere il busto eretto e lo sguardo in avanti in un punto non troppo vicino in modo da usare bene i polmoni, tenere gli spallacci dello zaino non troppo stretti mentre la cintura in vita va ben fissata, in modo da scaricare il peso sulle anche. Come con le racchette da neve anche qui è molto importante il corretto uso delle braccia con i bastoncini: bisogna puntarli non troppo all’esterno della traccia e spingendo bene si può contribuire allo sforzo delle gambe con percentuali apprezzabili. Altro consiglio che riguarda i bastoncini: dotateli di grip nella parte sotto la manopola e di rondelle larghe: il primo consente di impugnarli più facilmente a metà altezza sui lati a monte mentre le seconde consentono un miglior puntamento nella neve.

 

 

FIG.3 progressione in salita (tofana di rozes)

 

Quando la pendenza aumenta, o se decidiamo di fare delle linee più ripide, possiamo usare l’alzatacco, che ci consente di procedere affaticando meno i polpacci e gli altri muscoli degli arti inferiori. E’ anche possibile acquistare un alzatacco più alto dal sito della voilè, ma quello di serie va già molto bene.

 

FIG.4 progressione con alzatacco

 

Ma veniamo alla manovra più difficile in salita: la voltata. Difficile soprattutto per chi, non avendo mai praticato lo sci-alpinismo, non ha mai avuto modo di confrontarsi con essa. In pratica per salire un pendio di una certa pendenza non è possibile procedere in linea retta, (come con una barca a vela, con un windsurf o con un kite non è possibile andare direttamente controvento). Ci possono essere delle eccezioni ma di norma siamo costretti a fare degli zig zag, concatenando varie diagonali, più o meno ripide, a seconda di vari fattori: morfologia del pendio, scelta del tracciato in funzione della sicurezza, tracce preesistenti, nostro livello di allenamento ecc…

La voltata è la manovra necessaria per passare da una diagonale di salita alla successiva. La tecnica sci-alpinistica prevede vari tipi di voltata. In questa rubrica si descrive la tecnica da utilizzare nella stragrande maggioranza dei casi, in quanto altre tecniche particolari risultano difficili da descrivere senza prove sul campo e forse anche poco adattabili alla split rispetto agli sci.

 

Procedura della Voltata:

Arrivati al temine della diagonale si puntano bene i bastoncini, si sposta il peso sulla mezza tavola di valle (gamba A), si alza la gamba interna (B, che è a monte) e la si ruota verso la direzione successiva (verso monte).

FIG.5  inizio della voltata: spostamento della gamba interna nell’altra direzione

 

A questo punto si trasferisce il peso sulla gamba B, eventualmente si ritrova l’equilibrio anche spostando i bastoncini, si alza la gamba A che ruotando nella stessa direzione della precedente fa in modo che la mezza tavola si riallinei all’altra. Per far si che la punta della mezza tavola non resti incastrata nella neve il trucco è il “colpo di tacco”: appena dopo aver alzato la gamba si dà un colpo di tacco che fa alzare la punta e subito bisogna ruotare la gamba verso la successiva direzione di salita.

 

FIG.6  si alza la gamba a valle (importante avere il peso bene in equilibrio sull’altra)

 

 

FIG.7  Colpo di tacco

 

 

FIG.8 Riallineamento della mezza tavola

 

La manovra non è semplicissima, soprattutto se effettuata sul ripido, con nevi dure o peggio su pendii esposti dove non bisogna sbagliare. Di conseguenza è bene esercitarsi spesso; la chiave del movimento è posizionare bene il peso in equilibrio sulla gamba B prima di effettuare il colpo di tacco.

Per evitare che si accumuli troppa neve sulle mezze tavole, con conseguente maggior peso da sollevare e tendenza delle punte a stare basse può essere utile sciolinare anche il top sheet.

 

Fase 7: Montaggio rampanti

I rampanti (o coltelli) sono delle specie di ramponi montabili sugli attacchi da sci-alpinismo - nel nostro caso sulle piastre o direttamente sulle mezze tavole - in caso di nevi particolarmente dure e specialmente sul ripido. Il sistema Voilè prevede dei rampanti appositi, molto più larghi di quelli montabili sugli sci (anche se attualmente esistono sci e rampanti molto larghi). Fin dal primo utilizzo della splitboard, soprattutto su nevi non ottimali e con tavole larghe e non rigide, ci si rende conto che molto spesso i rampanti sono indispensabili. Infatti, la larghezza delle mezze tavole e tutto il resto (scarponi e attacchi soft ecc.) non consente una tenuta di spigolo paragonabile a quella degli sci. Di conseguenza è opportuno montare i rampanti prima di trovarsi in situazioni problematiche (di norma salita ripida su neve dura).

I rampanti della Voilè si possono montare in due modi, egregiamente illustrati nelle istruzioni fornite con il materiale:

- Sulla piastra: il rampante fa presa sulla neve solo sul piede in appoggio, mentre l’altro piede, essendo inclinato in avanti in fase di avanzamento, solleverà il rampante dalla neve spingendo in avanti la mezza tavola senza attrito supplementare; questa modalità è efficace su salite non troppo impegnative ovvero con nevi non troppo ripide e con neve non troppo dura. Inoltre se si usa l’alzatacco i rampanti fissati in questo modo avranno una tenuta ridotta nella neve in quanto la parte che affonda è minore rispetto all’altra modalità di fissaggio.

 

FIG.9 fissaggio del rampante sulla piastra dell’attacco

 

 

FIG.10 progressione in salita con rampante su piastra

        

- sulla mezza tavola: il rampante è sempre interamente in presa sulla neve, anche con alzatacco attivo. Modalità consigliata in condizioni difficili (salita ripida su neve dura). Con i rampanti fissati sulle mezze tavole la tenuta è buona anche sulla massima pendenza; in questo caso può essere utile l’alzatacco più lungo ma per questa modalità di salita ci vuole comunque una buona “gamba”.

 

FIG.11 fissaggio del rampante sulla mezza tavola

 

 

FIG.12 voltata con rampanti fissati sulle mezze tavole (sempre in presa sulla neve) e alzatacco attivo

 

 

FIG.13  salita lungo massima pendenza con rampanti fissati sulle mezze tavole (sempre in presa sulla neve) e alzatacco attivo

 

 

Fase 8: ripristino assetto discesa

Terminata la salita, è bene cercare un posto comodo (ok…, il meno scomodo), meglio se al riparo da vento o intemperie varie per effettuare le operazioni di “rimontaggio”, che richiedono qualche minuto. Sapendo che la maggior parte delle volte invece ci si troverà in cresta, con poco spazio, con vento e altre simpatiche rotture varie, vi consiglio di scavare una piccola piazzola nella neve, anche solo facendo qualche passo con gli scarponi.

Rimontaggio della splitboard: sempre facendo attenzione che non cada giù niente si sganciano i perni, si sfilano gli attacchi (si ripongono eventualmente i rampanti in custodia) e si staccano le pelli. Le pelli vanno attaccate l’una all’altra (ma SEMPRE con in mezzo la retina divisoria, vedi rubrica “setting splitboard”), ripiegate e rimesse in custodia. Soprattutto se la gita prevede un’altra salita è opportuno che la parte collosa delle pelli non vada in contatto con la neve, altrimenti successivamente si potrebbero avere problemi di distacco in salita.

Un sistema furbo per compiere correttamente le operazioni sopra descritte è il seguente: staccate una pelle e tenetela su una spalla o attorno al collo con la parte collosa all’esterno; piantate la mezza tavola dalla quale avete appena staccato la pelle nella neve in posizione alta sul pendio con la soletta verso valle (verso di voi), meglio se un po’ inclinata verso monte; posizionate eventualmente lo zaino tra voi e il punto in cui la tavola è infissa nella neve; infilate il gancio della pelle sulla punta della mezza tavola piantata nella neve in modo che la parte collosa sia rivolta verso di voi e l’altra verso la soletta; se la coda della pelle tende a toccare la neve spostatela sopra lo zaino; in questo modo la pelle sarà in verticale e non toccherà la neve; applicate la retina sulla pelle e poi l’altra pelle sulla retina in modo speculare come già fatto in precedenza.

Si riuniscono le due mezze tavole compiendo la manovra inversa dello splittaggio mattutino e infine si rimettono gli attacchi in assetto da discesa come visto nella rubrica “setting splitboard facendo ben attenzione che i perni siano ben fissati. Fare attenzione a non rimontare gli attacchi invertiti…a volte nella fretta può capitare…

 

FIG.14  unione delle mezze tavole

 

 

FIG.15  chiusura dei ganci

 

Dopo…..godetevi la discesa ovvero mollaaaaaaaaaaaaaaatela!

 

Altri consigli:

L’esperienza insegna che con il materiale sci-alpinistico possono accadere alcuni inconvenienti, tra cui il distacco (per lo più parziale) delle pelli e/o la formazione dello zoccolo di neve sotto gli sci (mezze tavole). Per evitare questi problemi come già detto è importante che la soletta sia pulita e il più possibile asciutta nel momento di applicazione delle pelli. Per ovviare alla formazione dello zoccolo, che può essere molto problematico anche in discesa, consiglio di mettere in zaino un piccolo pezzo di sciolina. Se in salita si forma zoccolo sulle pelli si può passare la sciolina a secco sulle stesse. Prima di scendere si può dare una passata sulla soletta, anche di sciolina spray. La sciolina può servire anche a lubrificare i “binari” delle piastre sotto gli attacchi, in caso di problemi nelle manovre di “infila e sfila”.

E’ inoltre consigliabile portare nello zaino un piccolo kit di materiali di ricambio e di emergenza: molto importanti sono il distanziatore che risulta praticamente indispensabile in caso di allentamento delle viti, i perni di ricambio, poi altre cose utili che si usano anche per il freeride o il backcountry con altri materiali come telo termico, cerotti antiveschice, linguette di ricambio attacchi, cordino, viti varie, cacciavite, radio ecc.

Alcune cose possono essere stivate tra i due rampanti per ridurre gli ingombri.

 

FIG.16  kit materiale di ricambio / emergenza

 

FIG.17  sacchetto materiale di ricambio emergenza (tra i due rampanti)

 

Al rientro dalle gite le pelli vanno staccate, lasciate asciugare all’aria, riattaccate con la retina in mezzo e ripiegate in custodia.

 

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