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Autore : enrysno
Snowboard Backcountry, nozioni e materiali necessari


IMPORTANTE!

Prima di intraprendere le discipline che sono descritte nel seguito si raccomanda di leggere attentamente gli Articoli da stampare per la tua uscita in fresca: l''attività fuoripista comporta rischi e pericoli molto seri!

 

Questa rubrica fornisce esclusivamente alcune indicazioni generali che riguardano l''attività fuoripista con lo snowboard, con particolare attenzione ai materiali e ai consigli d''uso degli stessi.

Si raccomanda di intraprendere l''attività fuoripista solo dopo aver acquisito la necessaria esperienza, meglio se frequentando un corso teorico-pratico sull''argomento.

 

 

 

BACKCOUNTRY

 

Con questo termine si intende la pratica dello snowboard-alpinismo, termine mutuato da sci-alpinismo, che ha origini ben più antiche. In sostanza si tratta di raggiungere il punto di partenza della discesa risalendo a piedi l''intero dislivello o una parte di esso, nel caso in cui si possa comunque giungere ad una certa quota con qualche tipo di impianto. Ovviamente risalire a piedi uno o più versanti innevati richiede una buona dote di resistenza fisica. La fatica è compensata dalla soddisfazione che si prova ad aver raggiunto la "cima" (magari un 3000 o un 4000 o una salita particolarmente impegnativa...) con le proprie forze e dalla bellezza della discesa, che sarà scelta principalmente in base alle condizioni della neve e alla morfologia del pendio. Una gita di questo tipo ci consente di vivere emozioni molto diverse da quelle del fuoripista "regalato" da un impianto: ci si trova circondati solo dalla neve, dalle montagne e dai boschi e i rumori della cosiddetta civiltà non disturbano minimamente la nostra esperienza

In caso di difficoltà tecniche è necessaria anche una buona preparazione per affrontare problemi alpinistici di vario tipo: es. versanti ripidi, passaggi su creste o con roccia, uso di ramponi e piccozza su nevi dure o ghiacciate, tecniche di assicurazione o di discesa con corda ecc....

 

Materiale minimo

Attrezzatura da pista più racchette da neve ("ciaspe" o "caspe" o "ciaspole" in dialetto veneto), bastoncini telescopici, arva, pala, sonda, zaino con porta-tavola.

In alternativa alle racchette da neve e alla tavola tradizionale si può usare una splitboard, ovvero una tavola costruita appositamente per fare backcountry che può essere sdoppiata per salire e riassemblata più o meno agevolmente per scendere.

 

Materiale massimo

Oltre all''attrezzatura sopra descritta, a seconda della difficoltà, può essere utile portare i ramponi, la piccozza, una corda da 30 metri da 8mm di spessore. Se si prevedono ulteriori difficoltà alpinistiche o accessi particolarmente impegnativi si può portare l''imbragatura, un discensore, materiale da assicurazione (chiodi da roccia o da ghiaccio, ecc...).

 

 

 

Fig. 4: Salita con racchette da neve alla Tofana di Rozes (L. Pinato)

 

 

 

Fig. 5: Gita facile in ambiente maestoso (rider. L. Betterle)

 

 

 

Fig. 6: Discesa in canalino stretto e ripido (rider. E. Raccanelli)

 

 

Valgono le osservazioni fatte al punto precedente e in più si sottolineano i seguenti aspetti:

 

Bastoncini telescopici: qualsiasi sia lo strumento che sceglieremo, per salire sulla neve è indispensabile avere i bastoncini telescopici, in modo da aiutare la camminata con le braccia. E'' importante che la rondella sia larga (sembra incredibile ma è difficile da trovare) e che il sistema di accorciamento e allungamento sia affidabile. Comunque gli expander di ricambio si trovano abbastanza facilmente. I migliori bastoncini hanno un''impugnatura in gomma (si può anche fare con il nastro delle racchette da tennis o del manubrio della bici da corsa...) che va dal pomello superiore fino al primo giunto e facilitano la tenuta del bastone sul versante a monte. Dato che in discesa vanno riposti nello zaino conviene comprare quelli che si accorciano il più possibile. Si consiglia vivamente di applicare le protezioni in gomma (basta anche un  pezzettino di tubo in gomma) alle punte dei bastoncini quando sono riposte nello zaino, soprattutto se sporgono fuori!

 

 

 

Fig 7: bastoncino telescopico

 

 

 

Ramponi: il modello da usare con gli scarponi soft va scelto attentamente provando in negozio come si adattano alla suola. Di norma si usano ramponi "classici" con il nuovo sistema di allacciatura a guscio con cinghie. E'' importante che i montanti del puntale non siano troppo stretti rispetto alla punta dello scarpone. Le marche sono molte ma la scelta principale è tra ramponi in acciaio o in lega: i primi pesano di più ma sono praticamente indistruttibili, i secondi sono più leggeri (e sono molto usati per le attività sci-snow-alpinistiche) ma in caso di neve molto ghiacciata potrebbero avere problemi di affidabilità (casi rarissimi).

Camminare con i ramponi non è difficile ma bisogna prestare attenzione e non tenere i piedi troppo vicini: il rischio di distruggere i pantaloni all''altezza delle caviglie o peggio di farsi male non è tanto improbabile.

Di solito questi ramponi sono dotati di un sistema a lunghezza regolabile: si consiglia di sostituire il fermo di regolazione con una vite (meglio se a testa tonda e piatta) e un dado autobloccante per non ritrovarsi sul ripido con un rampone che si allunga e si slaccia!

 

 

 

Fig 8: ramponi adatti agli scarponi soft

 

 

Piccozza: di norma basta una piccozza piccola e leggera, ma la punta di quelle in lega ha prestazioni nettamente inferiori all''acciaio. Conviene quindi portare un po'' di peso in più, soprattutto se la si usa come "sosta".

Anche ai ramponi e alla piccozza è consigliabile applicare le protezioni in gomma durante il trasporto. I ramponi possono anche essere riposti in una custodia apposita o adatta allo scopo (sacchetto in tela resistente per scarpe).

 

 

Fig 9: Traversata su neve dura con ramponi e piccozza (riders. L. Betterle, E. Raccanelli)

 

 

Fig 10: Salita tecnica per raggiungere una cresta (rider. E. Raccanelli)

 

 

 

 

I materiali per la risalita

 

Racchette da neve

Inventate per camminare in piano senza affondare nella neve fresca, le racchette da neve in origine erano costruite con materiali naturali quali legno e corda.

Fortunatamente oggi in commercio esistono molti modelli realizzati con materiali più resistenti e forme più adatte alle esigenze di chi deve risalire anche pendii ripidi e con neve dura con la tecnica tipica a "zig-zag" dello sci-alpinismo.

Fino a pochi anni fa erano l''unica soluzione in quanto non esisteva in commercio nessun altro tipo di attrezzatura che consentisse di risalire un pendio e di scendere con lo snowboard, quindi risultano tuttora molto diffuse, nonostante l''immissione nel mercato, peraltro ancora ridotta, delle splitboard e degli scietti.

Le migliori racchette da neve sono leggere e offrono una buona galleggiabilità, l''attacco è mobile e permette il movimento tipo attacco da sci-alpinismo. La parte inferiore deve essere dotata di ramponi in modo da poter salire anche pendii ripidi e duri ed è fondamentale la tenuta laterale in quanto la maggior parte delle salite si fa a zig-zag ovvero effettuando numerose diagonali in salita ed altrettante inversioni.

Un altro fattore da considerare è il sistema di allacciatura che deve essere veloce (anche con i guanti) e ben calzante sullo scarpone. Molto importante è la presenza dell''alzatacco che consente di non dover contrarre eccessivamente i muscoli del polpaccio ad ogni passo, soprattutto quando si affrontano le salite lungo la massima pendenza.

In linea di massima conviene orientarsi verso i modelli top o appena al di sotto del top di gamma perché i modelli base non vanno bene per le salite che interessano a noi, che hanno pendenze superiori ai 30°, fatte salve le norme di prevenzione riguardo alle valanghe.

 

- I vantaggi delle racchette sono un costo minore rispetto alle splitboard o agli scietti e la maggiore versatilità in caso di salite ripide e strette (è più facile fare l''inversione a zig-zag). In caso di traccia già segnata in neve non troppo fonda (es. 20 cm di fresca) con  una buona tecnica l''avanzamento non è molto faticoso e l''efficacia è simile a quella di uno scietto o di una split. Se si deve percorrere un breve tratto di discesa con le racchette ai piedi (e il tallone non è bloccabile) è consigliata la tecnica denominata "telemark".

 

- Gli svantaggi sono legati inevitabilmente al fatto che il passo in salita non può essere molto lungo, lo scivolamento in avanti non è molto scorrevole e in caso di neve fonda la fatica diventa molto elevata. Inoltre la tavola sullo zaino comporta peso in più da trasportare, problemi in caso di raffiche di vento o nell''attraversamento dei boschi. In discesa le racchette si possono riporre nello zaino o più frequentemente collocare al posto della tavola mediante le apposite fettucce: in ogni caso avremo un po'' di peso e di ingombro sulla schiena (inevitabile se non con una split).

 

 

Esempi di racchette da neve in commercio

 

 

 

 

 

Split-board

 

E'' indubbio che lo strumento più adatto per risalire un pendio innevato sia un paio di sci da sci-alpinismo munito di attacchi (sempre da sci-alpinismo) e di pelli di foca. Le pelli di foca sono dei particolari tessuti (in origine di vera foca ma da molti anni sono sintetici) che si applicano sulle solette mediante una colla particolare e consentono di salire sulla neve senza scivolare all''indietro. Rispetto ad un attacco da pista quello da scialpinismo ha la possibilità di svincolare il tallone e permette di effettuare un passo pattinato come avviene ad esempio nello sci da fondo. In caso di neve dura si usano anche i rampanti (detti anche coltelli) che sono dei ramponi appositamente studiati per essere applicati alla parte mobile dell''attacco.

E'' altrettanto vero (almeno per noi) che scendere fuoripista (magari in un sacco di neve polverosa, ma anche con il firn o quando la neve è papposa) con la tavola è mille volte più facile e divertente che scendere con gli sci. L''ideale sarebbe avere una tavola che si trasforma in un paio di sci da scialpinismo, metterci sotto un bel paio di pelli di foca, se servono anche i rampanti, e via su per i monti......

La tecnologia ci permette oggi di avere uno strumento simile: la splitboard ovvero la tavola che si sdoppia in senso longitudinale e che si può riassemblare mediante un ingegnoso sistema di attacchi speciali. Ogni attacco è montato su una piastra che permette di ottenere in salita un sistema del tutto simile a quello da sci-alpinismo, mentre in discesa si possono disporre come su una tavola normale, con le solite possibilità di regolazione. Inoltre, cosa non trascurabile, sulle tavole split si possono usare gli attacchi e gli scarponi soft e quindi non perdere quel feeling che è proprio del freeride puro con la tavola.

 

 

Fig 16: Modalità d''uso di una splitboard

 

 

Per valutare la qualità di una split i fattori importanti sono:

 

- il sistema di riassemblaggio, deve essere veloce e resistente in qualsiasi condizione atmosferica.

- La rigidità torsionale della tavola deve essere buona.

- La tavola deve essere dotata di lamine anche lungo il taglio longitudinale.

- Il peso non deve essere eccessivo altrimenti ci troveremo a tirar su ad ogni passo un macigno...magari con un sacco di neve sopra......

- Il flex non deve essere troppo morbido perché non sempre (purtroppo) c''è solo powder...

- Le pelli devono essere sagomate e non coprire le lamine (operazione che comunque si può effettuare in seguito)

- I rampanti devono essere collocabili sulla parte mobile dell''attacco in  modo da non dover trascinare un''ancora ad ogni passo.

- Come per le altre tavole la larghezza va scelta in base alla lunghezza dei piedi.

 

 

 

 

Fig 17:  Pelli di foca applicate sulla soletta della splitboard

 

 

 

Fig 18: Rampanti per splitboard

 

 

 

- I vantaggi della Split sono: maggiore galleggiabilità che si traduce in maggiore velocità di salita in quanto il passo che si fa salendo è molto più lungo e meno faticoso rispetto alle ciaspe; in caso di lunghi avvicinamenti a bassa pendenza o traversi la velocità è molto superiore. Se si batte traccia con una split si fa molta meno fatica rispetto alle racchette. Anche se una split con attacchi, pelli e rampanti pesa di più di una tavola normale, salire senza tavola sulle spalle e scendere senza ciaspe attaccate allo zaino facilita sicuramente le cose.

 

- Gli svantaggi: il costo è ancora abbastanza elevato anche se i paragoni vanno fatti considerando che si acquista un set completo: tavola, attacchi e pelli (alcune marche offrono nel pacchetto anche i rampanti). Le split non sono molto facili da reperire in quanto il mercato è ancora abbastanza ristretto, i modelli in commercio sono pochi e probabilmente il livello di evoluzione è ancora migliorabile. In modalità salita in alcuni casi può risultare difficile effettuare traversi perché è difficile fare pressione sulle lamine a causa della larghezza della mezza tavola, soprattutto con gli scarponi soft. La tecnica di inversione necessita di buona pratica: su salite strette e ripide sbagliare può essere molto pericoloso.

Si consiglia di acquistare anche i rampanti perché i casi in cui servono sono molto frequenti.

 

 

Fig 19: Discesa in powder con splitboard

 

 

 

Scietti

 

Prima dell''avvento delle splitboard (o in mancanza dei $$$ necessari per l''acquisto...) più di qualcuno ha pensato di usare un paio di sci corti (o tagliati) e di montarci sopra un paio di attacchi da sci-alpinismo più o meno modificati per l''uso con scarponi da snowboard. Oltre ai difetti legati all''approccio artigianal-fai da te (peso e affidabilità in primo luogo) uno sci per essere performante in salita deve essere lungo più di un metro e in discesa questa lunghezza ingombra non poco. La soluzione è quella di dividere in due parti (questa volta in senso trasversale) i due sci in modo da ottenere 4 pezzi da 60-70 cm da attaccare allo zaino in discesa. Rimane comunque il problema del peso e dell''ingombro...

Da alcuni anni in commercio esistono vari modelli di scietti sia divisibili in due pezzi sia interi e alcuni di essi sono stati ideati proprio per l''uso con scarponi soft. Anche in questo caso le realizzazioni sembrano migliorabili, ma la ristrettezza del mercato non depone a favore dell''evoluzione tecnica....

 

- I vantaggi: degli scietti sono la maggiore fluidità del passo in salita, maneggevolezza e sicurezza. Quasi tutti gli scietti mantengono le stesse caratteristiche e gli stessi pregi degli attrezzi più lunghi. Sono consigliati per gite in cui si prevedono salite ripide e con nevi dure o per fare lunghi traversi in costa o ancora lunghi avvicinamenti su pendii poco pendenti o con neve fonda (ma in quest''ultimo caso avere una split è sicuramente preferibile).

 

- Svantaggi: aumento del peso (circa 3 kg) e dell''ingombro nello zaino. Costo piuttosto elevato.

 

 

 

Esempi di scietti per risalita in commercio:

 

  

 

fig.19  vari tipi di scietti

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