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Autore : enrysno
Genesi ed evoluzione di una valanga



Le valanghe sono dei movimenti di masse nevose, piu'' o meno grandi e di caratteristiche varie, dovuti alla forza di gravita''. E'' bene sgomberare subito il campo da alcuni luoghi comuni, tanto cari ai giornalisti che non mancano mai di citare contemporaneamente le valanghe e le slavine senza sapere ne'' perche'' lo fanno ne'' che differenza ci sia.

Fin dall''inizio degli anni settanta, il Servizio Valanghe Italiano del CAI, per convenzione, aveva deciso di non usare mai il termine "slavina" in quanto e'' sinonimo di "valanga", ma foriero di idee confuse (c''era, ad esempio, chi sosteneva che la slavina scivolasse e la valanga "rotolasse", mentre in natura le valanghe che rotolano non esistono e sono legate solo alle fantasie tradizionali, sia pur raccolte da eminenti poeti come il Carducci, o, addirittura, da un vocabolario della lingua italiana che va per la maggiore che e'' il Devoto-Oli).
In natura, in condizioni di neve fresca umida e di precipitazioni intense, si puo'', al massimo, verificare la formazione di chiocciole simili a quelle che usano fare i bambini spingendo una palla di neve alla prima nevicata. Queste, dopo pochi metri di rotolamento, si frantumano o si coricano, a meno che non vadano a finire su un manto instabile e, con il proprio peso, non provochino il distacco di una valanga vera e propria.
Di valanghe, tuttavia, ne esistono di molti tipi, per cui sono state studiate diverse classificazioni per poterne individuare correttamente e compiutamente il tipo. Una di queste, forse la piu'' vecchia, ma anche la piu'' significativa, e'' stata redatta dall''Istituto Svizzero per lo Studio della Neve e delle Valanghe di Davos, e si basa su cinque criteri, ciascuno suddiviso in due caratteristiche alternative:


CLASSIFICAZIONE DELLE VALANGHE

1) Tipo di distacco
a) da un solo punto (distacco puntiforme). Caratteristico della neve a debole coesione. La neve parte da un punto e va via via allargandosi assumendo, su un pendio uniforme, la forma di una pera (valanga di neve a debole coesione)
b) su una linea spezzata e da un''area estesa. Questo distacco e'' caratteristico della neve compatta e il distacco avviene per rottura di lastroni di neve (valanga di neve a lastroni)

2) Posizione della superficie di scivolamento
a) la superficie di scivolamento puo'' essere il terreno, che resta nudo (valanga di fondo)
b) la superficie di scivolamento puo'' essere una superficie di neve sottostante (valanga di superficie)

3) Umidita'' della neve
a) valanga di neve asciutta
b) valanga di neve umida o bagnata

4) Caratteristiche del terreno in base al profilo
a) la neve puo'' scendere lungo un canalone con percorso obbligato (valanga incanalata)
b) la neve puo'' scendere su un versante aperto (valanga di versante)

5) Tipo di movimento
a) la neve scorre radente al pendio, a contatto del suolo (valanga radente)
b) la neve si muove come una nube nell''aria (valanga nubiforme)

Dalla combinazione dei vari criteri e delle varie caratteristiche, si puo'' cosi'' individuare correttamente il tipo di valanga (es valanga di lastroni, di superficie, asciutta, incanalata e nubiforme ecc.). Esistono anche altre suddivisioni legate alle cause del distacco (spontanee, provocate, turistiche ).


SINTESI DELLE CARATTERISTICHE DELLE VALANGHE PIU' FREQUENTI

a. VALANGHE DI NEVE ASCIUTTA A DEBOLE COESIONE

1) condizioni favorevoli al distacco:
a) precipitazioni nevose a basse temperature
b) persistenza delle basse temperature dopo la precipitazione

2) zone di possibile distacco:
a) tutti i versanti con inclinazione superiore a 28°-30°. Sopra i 50° i distacchi sono assai frequenti ma di modesta entita'', tuttavia possono innescare valanghe di grandi dimensioni ad inclinazioni inferiori, dove la neve ha potuto accumularsi maggiormente (28°-30°). Fra i 28°-50°, infatti, si possono formare grandi accumuli ed il loro distacco da'' luogo a valanghe spesso catastrofiche
b) quote perlopiu'' elevate
c) velocita'' superiori a 60-70 Km/h.
d) ostacoli o salti di roccia possono dar luogo a valanghe di tipo nubiforme che possono raggiungere una velocita'' fino a 300 Km/h con pressioni sugli ostacoli pieni ortogonali fino a 50 t/mq.; queste sono valanghe che producono un effetto di soffio che crea danni anche oltre i margini della zona di scorrimento e di deposito

3) periodo piu'' favorevole al distacco:
a) pieno inverno
b) in autunno e in primavera solo alle quote piu'' elevate
c) durante e subito dopo le nevicate sui versanti esposti ai quadranti meridionali, piu'' tardi, con instabilita'' piu'' prolungata nel tempo, sui versanti esposti ai quadranti settentrionali e in ombra
d) la durata del pericolo e'' tanto maggiore quanto piu'' basse sono le temperature
e) nessuna differenza significativa tra le ore diurne notturne
4) cause principali del distacco:
a) spontanee: Metamorfismo da isotermia
b) accidentali: caduta di sassi, grumi di neve da alberi e cornici, vento, passaggio di animali, sciatori, onde sonore molto intense ( esplosioni, bang supersonico)


b. VALANGHE DI NEVE BAGNATA A DEBOLE COESIONE

1) condizioni favorevoli al distacco:
a) precipitazioni nevose a temperature elevate con pioggia o con deposito al di sotto della quota dello zero termico
b) elevati incrementi di temperatura primaverili
c) forte soleggiamento
2) zone di possibile distacco:
a) tutti i versanti con inclinazione superiore a 28-30°
b) ad inclinazioni superiori a 45° i distacchi sono frequenti ma di piccola mole, tuttavia possono innescare movimenti ad inclinazioni inferiori
c) distacchi sono piu'' frequenti sui versanti esposti ai quadranti meridionali.
3) periodo piu'' favorevole al distacco:
a) in primavera, talvolta in autunno. durante o dopo le precipitazioni (raramente in inverno)
b) in assenza di precipitazioni, in tarda primavera , specie nelle ore della tarda mattinata, pomeridiane e serali
4) cause principali del distacco:
a) spontanee: metamorfismo di fusione, sovraccarico
b) accidentali: caduta di sassi o di cornici, passaggio di sciatori, animali, onde sonore intense (esplosioni, bang supersonico, battimenti di rotore vicino alle pareti) in situazioni di equilibrio gia'' precario


c. VALANGHE DI LASTRONI DURI

1) condizioni favorevoli al distacco:
a) VENTO
b) alternanza di fusione e rigelo
c) presenza di strati deboli sottostanti
2) zone di possibile distacco:
a) tutti i versanti, anche sopravento, prevalentemente fra i 28° e i 50°
b) gli avvallamenti e i canaloni
3) periodo piu'' favorevole al distacco:
a) in inverno e anche in primavera alle quote piu'' elevate, dopo periodi di vento specie se con effetto di Fhoen (placche da vento)
b) in primavera nelle ore diurne (croste di fusione e rigelo)
4) cause principali del distacco: a) spontanee: distacco difficile
b) accidentali: passaggio di sciatori, animali, nuove nevicate, sovraccarico, urto violento (esplosione) ecc.


d. VALANGHE DI LASTRONI DI NEVE COMPATTA

1) condizioni favorevoli al distacco:
a) VENTO
b) presenza di strati deboli sottostanti (brina di superficie incorporata, brina di profondita'', strati parzialmente metamorfizzati per isotermia)
2) zone di possibile distacco: tutti i versanti compresi tra 28° e 50°. Le valanghe specie quelle a distacco spontaneo, sono spesso catastrofiche.
3) periodo piu'' favorevole al distacco: inverno inoltrato e inizio primavera, specie dopo lunghi periodi di tempo bello, stabile e Freddo
4) cause principali del distacco:
a) spontanee: metamorfismo da gradiente
b) progressiva riduzione della resistenza al taglio degli strati interni
c) accidentali: sovraccarico (caduta di massi, cornici, passaggio di sciatori, animali, nuove nevicate)


e. VALANGHE DI LASTRONI DI NEVE SOFFICE O MOLLE

1) condizioni favorevoli al distacco: precipitazioni nevose di intensita'' elevata, a temperature moderate o elevate, su strati deboli per presenza di brina di profondita'' o brina di superficie incorporata o croste superficiali preesistenti.
2) zone di possibile distacco:
a) tutti i versanti con inclinazione superiore ai 28-30°
b) fra i 28° ed i 50° si possono verificare accumuli ingenti e successivi distacchi catastrofici
3) periodo piu'' favorevole al distacco:
a) durante o dopo le precipitazioni per un periodo di tempo piu'' o meno lungo a seconda della quantita'' e della temperatura della neve
b) a temperatura di caduta elevata corrisponde un pericolo di durata minore, sia per assestamento piu'' rapido, che, in caso di abbassamento della temperatura successivo alla nevicata, per aumento temporaneo della resistenza
4) cause principali del distacco:
a) spontanee: sovraccarico di neve su strati deboli (brina di superficie o croste ghiacciate incorporate, brina di profondita'')
b) accidentali: sovraccarico (caduta di massi, cornici, passaggio di sciatori, urti esplosivi)


f. VALANGHE DI LASTRONI DI NEVE BAGNATA

1) condizioni favorevoli al distacco:
a) isotermia a 0° in tutto lo strato
b) presenza di strati deboli interni o croste ghiacciate impermeabili
2) zone di possibile distacco:
a) tutti i versanti con inclinazioni fra i 28° e i 50°
b) oltre tali inclinazioni i casi di distacco di questo tipo di lastroni sono rari in quanto la neve si e'' gia'' staccata prima per altre cause
3) periodo piu'' favorevole al distacco: primavera
4) cause principali del distacco:
a) spontanee: metamorfismo di fusione con percolazione di acqua liquida nel manto nevoso fino a raggiungere il terreno o strati interni impermeabili
b) diminuzione della resistenza alla trazione ed al taglio
c) sovraccarico per altre precipitazioni nevose o piovose
d) accidentali: sovraccarico, sollecitazioni superficiali


LA DINAMICA DEL DISTACCO DELLE VALANGHE

Valanghe di lastroni
Il manto nevoso e'' soggetto alla forza di gravita'' che, considerando un blocco isolato, puo'' essere espressa con un vettore verticale (peso) "P" applicato al suo baricentro.
Quando il piano d''appoggio del manto nevoso e'' inclinato, la forza "P" puo'' essere scomposta in due forze:
la forza "T" tangente al pendio e rivolta verso la massima pendenza; essa e'' tanto piu'' elevata quanto maggiore e'' l''inclinazione del pendio e tende a far scivolare la neve verso valle (forza di taglio);
la forza "N" (di compressione) che e'' ortogonale al piano d''appoggio, verso cui e'' rivolta, e tende a comprimere la neve contro il terreno favorendone l''adesione.
Per mantenere in equilibrio il manto nevoso, a queste due forze si oppongono, rispettivamente:
la forza "R" (resistenza) che e'' la sommatoria di tutte le resistenze del manto nevoso (coesione e attriti dello strato piu'' debole) ed e'' rappresentata da un vettore applicato sullo strato piu'' debole, parallelo al pendio ma rivolto verso monte.;
la resistenza del piano d''appoggio (suolo) che annulla la forza "N" in quanto sempre maggiore della stessa forza "N".
Pertanto, quando la forza "T" e'' minore (<) di "R" la neve e'' stabile.
L''equilibrio diventa instabile quando "T" diventa uguale (=) a "R"
Quando la forza di taglio "T" diventa, per una qualsiasi causa, superiore alla resistenza "R", la neve si mette in movimento.
La forza "T" aumenta per effetto dell''aumento del peso e cioe'' per effetto di una nuova precipitazione o per una sollecitazione di carico (per es.: passaggio di uno sciatore). La resistenza "R" diminuisce per riduzione della coesione connessa ai metamorfismi. In caso di pioggia sul manto nevoso avviene contemporaneamente l''aumento di "T" e la riduzione di "R" con le ovvie conseguenze di una facile perdita dell''equilibrio.
Il distacco di lastroni, che si verifica con una frattura lineare, presuppone un manto nevoso piu'' o meno compatto ed interessa una superficie che puo'' essere anche molto estesa. Il cedimento primario si verifica in corrispondenza della superficie di contatto del lastrone con lo strato debole sottostante, in cui e'' piu'' debole la resistenza al taglio, successivamente cedono gli ancoraggi periferici.
La valanga di lastroni asciutti puo'' anche trasformarsi in nubiforme quando la sua velocita'' e le asperita'' del terreno sono in grado di frantumare minutamente i lastroni stessi, specie se si tratta di lastroni soffici.
Le valanghe di lastroni sono le piu'' pericolose per gli sciatori fuori pista e gli sci-alpinisti in quanto non e'' sempre possibile riconoscere per tempo un lastrone instabile. La maggior parte degli incidenti e'' dovuta al distacco provocato dal peso o dalla sollecitazione dinamica (ad esempio sciatore in discesa a fine curva) delle stesse persone che ne vengono coinvolte. Poiche'' la linea di frattura si verifica normalmente a monte del punto in cui viene applicato il carico, e non lungo la traccia in cui il pendio viene percorso, lo sciatore ne viene travolto. E'' pertanto un luogo comune errato il concetto che il distacco, in questo caso, si verifichi per il "taglio" della superficie nevosa effettuato dagli sci.
Al contrario, uno sci che affonda nel lastrone lasciando una traccia sta a significare che una parte del carico provocato dallo sciatore e'' assorbita dalla deformazione della neve, per cui l''equilibrio viene turbato di meno, mentre un lastrone duro, che non viene deformato dagli sci, trasferisce la sollecitazione di carico direttamente sugli ancoraggi che, se non sono sufficientemente resistenti, possono cedere.

Valanghe di neve a debole coesione
La mancanza di coesione, caratteristica della neve fresca all''inizio del metamorfismo di isotermia o della neve molto bagnata, determina un tipo di distacco pressoche'' puntiforme. Basta il movimento di pochi cristalli mossi dal vento o di un piccolo grumo di neve caduta da un albero, da un sasso, da una cornice, per determinare, per urti successivi, il moto spontaneo della valanga che, su un terreno uniforme, tende ad assumere la forma di una pera.
Anche forti vibrazioni sonore quali esplosioni, bang supersonico, battimenti del rotore di un elicottero relativamente vicini, possono provocare un distacco, se la neve si trova gia'' in equilibrio instabile..
Se la causa del distacco e'' uno sciatore, a differenza della valanga di lastroni in cui la frattura avviene normalmente a monte dello sciatore stesso, il moto della valanga di neve a debole coesione inizia, normalmente, a valle degli attacchi degli sci. Lo sciatore che provoca questo tipo di valanga, generalmente, nel momento in cui la provoca non viene coinvolto (ad esempio se e'' in salita o in discesa diagonale); puo'' esserlo, invece, se sta scendendo con una serpentina, in quanto la sua velocita'' e la sequenza stretta di curve puo'' portarlo a valle del punto di distacco prima che la neve abbia vinto l''inerzia dell''inizio del movimento, per cui lo sciatore puo'' non fare in tempo ad accorgersi di aver messo in moto la valanga. Va da se'' che chi si trovasse gia'' a valle e sulla potenziale traiettoria della valanga puo'' essere travolto.
Se la neve e'' molto bagnata, la sua velocita'' non supera, in genere, i 30 - 50 Km/h. e il moto resta radente. Se, invece, la neve e'' asciutta, tanto piu'' se e'' molto fredda, le particelle in movimento, superata la velocita'' critica, valutata in 70-80 Km/h, o incontrando ostacoli ed asperita'' del terreno, cominciano a sollevarsi nell''aria ed il moto, da radente, diventa nubiforme. In questo caso la velocita'' puo'' raggiungere e, talvolta, superare, i 300 Km/h, esercitando pressioni, sugli ostacoli ortogonali al moto, dell''ordine di 50 t/mc, mentre l''aria che viene spostata sulla fronte e sui lati (soffio) puo'' arrecare danni anche al di fuori della traiettoria della valanga.

Queste sono le valanghe piu'' devastanti e pericolose per gli abitati ed i manufatti e si verificano, in genere, durante o poco dopo una abbondante nevicata, di giorno come di notte, specialmente con temperature basse. Il distacco, in genere, e'' piu'' precoce sui pendii soleggiati, (metamorfismo di isotermia piu'' rapido e quindi perdita della coesione feltrosa in anticipo) per cui, sui pendii esposti ai quadranti settentrionali, piu'' freddi, il pericolo dura piu'' a lungo.




fonte: www.itsportmontagna.it/tecnica/valanghe/main.htm
per ulteriori approfondimenti vedi www.aineva.it/pubblica/pubblica6.html

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