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REVIEW - Nitro Glory Stomper
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Moderator
Iscritto il: 29-06-2008
Messaggi: 2406
Ciao Gang!
Ormai è da un po' che testo questi materiali ed è giunta l'ora di farne una review!
Il mio setup è Glory Stomper 158 (passo 62cm), attacchi Phantom (gradi +18-18) e scarponi Anthem.
Sono alto 184cm, peso 75kg con 44,5 di piede.

CONSIDERAZIONI GENERALI - NITRO GLORY STOMPER

La Glory Stomper è l'erede spirituale della defunta Rook.
Una tavola freestyle dal flex medio, dal costrutto pregiato, che si difende benissimo in ogni tipo di terreno grazie ad alcuni accorgimenti tecnici che la rendono molto versatile.

L'anima è un unica fascia di pioppo alternata ad inserti in faggio che la rendono elastica e allo stesso tempo robusta.
Ad accentuare la robustezza della tavola contribuisce sicuramente anche quello che Nitro chiama Whiplash Core Profile, ovvero uno spessore maggiorato della tavola che parte sotto l'attacco e termina verso l'estremità del nose e tail rendendo la tavola particolarmente reattiva in queste zone. In centro agli attacchi, invece, lo spessore è regolare il che permette un flex omogeneo e permissivo in quella sezione.

Un altra feature che influenza il flex sono i Diamond Bands, ovvero due fasce di fibra di carbonio che corrono da nose a tail e che oltre a contribuire all'aumento dell'elasticità della tavola ne favoriscono la durevolezza soprattutto se utilizzata in un contesto di grind estremi.
A completare il "pacchetto" interno della tavola troviamo la fibra Bi-Lite disposta lungo l'asse longitudinale e verticale della tavola che ne favorisce la resistenza senza renderla troppo rigida in torsione e i Balistic Impact Panels che sono degli inserti in Kevlar in zona attacchi con lo scopo di assorbire vibrazioni e proteggere la zona boccole negli impatti più feroci.

Se voltiamo la tavola sottosopra ciò che si nota subito è lo spessore maggiorato delle lamine, questo accorgimento conferisce loro maggiore robustezza soprattutto quando si affrontano rail sottili e permette di non doversi preoccupare troppo di romperle.
Oltre alle lamine, veramente notevole è la soletta sinterizzata, ulteriormente migliorata nello scorrimento e di un'ottima durevolezza e resistenza al deterioramento.

Per quanto riguarda il shape, la Glory Stomper è una true twin, midwide con flatout camber, flat tra gli attacchi con nose e tail rialzati, caratteristica vincente e abbastanza comune nelle tavole da freestyle per eccellenza.

Ciò che la rende particolarmente interessante a mio avviso però è il costrutto Power Pods che è sostanzialmente una maggior larghezza della tavola in zona attacchi dovuto alla tipologia di sciancratura doppia.
In sostanza il centro della tavola ha un raggio di sciancratura più accentuato che a partire dalla zona attacchi si allarga.
Questo accorgimento permette a chi ha un numero di piede sopra il 44 di avere angolazioni maggiori della presa di spigolo senza toccare con le punte e offre allo stesso tempo un cambio di spigolo repentino dovuto alla larghezza sensibilmente minore del centro della tavola rispetto alla zona attacchi.

TEST TECNICO - NITRO GLORY STOMPER

L’elemento che mi ha colpito maggiormente di questa tavola è la distribuzione del flex che risulta particolarmente azzeccata per ogni tipologia di utilizzo.
Nello specifico, il carattere reattivo di nose e tail viene descritto benissimo da una curva esponenziale dove se si flette poco risulta molto maneggevole e rilassata, un enorme vantaggio nei press, e non appena si supera una certa soglia di flessione permette di percepire tutto il nervo e l’elasticità di cui è dotata.
Il passaggio da flex morbido a reattivo è estremamente ben bilanciato e risulta in un piacere e facilità di utilizzo eccezionali.

Nel jib aiutano moltissimo anche il flatout camber e la parte centrale leggermente più morbida che consentono butter e manovre flatground senza fatica, nonostante ciò però quando si inizia a chiedere più pop lo si ottiene sempre trovando una tavola che permette di spingere ollie e rotazioni con facilità senza mai perdere una base stabile.
Nose e tail sono sempre solidi sia negli stacchi che negli atterraggi e non ho notato problemi di sbatacchiamento ad alta velocità sia su neve morbida che su neve ghiacciata grumosa.

Nel carving si difende estremamente bene grazie anche alla doppia sciancratura e mi ha lasciato piacevolmente stupito la notevole maneggevolezza e la possibilità di eseguire raggi di curva estremamente ridotti nonostante la lunghezza della tavola sia superiore alla media.
Non ho mai vissuto situazioni in cui avrei voluto un camber standard ma l’ho sempre mantenuta con le lamine ben preparate.

La soletta e le lamine si sono dimostrati robusti e durevoli anche dopo diverse sessioni di rail e box per quanto sia impossibile sfuggire dai graffi causati da sassolini e metallo.
Su neve diversa a parità di sciolina scorre molto bene e paragonata a solette di tavole della stessa tipologia è una delle migliori che abbia testato.

Eccelle per utilizzo freestyle senza sacrificare nulla all’utilizzo allmountain, anche in quel poco backcountry che è stato possibile fare quest’inverno, dove grazie al flatout risulta ottima nel galleggiamento in fresca anche con settaggio twin, mai troppo morbida con neve profonda e mai troppo dura sulle gobbe in pista a fine giornata.


VERDETTO FINALE - NITRO GLORY STOMPER

La Glory Stomper è uno di quei rarissimi casi in cui si concorda con il costruttore quando definisce una tavola “perfezione freestyle”.
Dal punto di vista puramente tecnico/funzionale infatti materiali e tecnologia si fondono alla perfezione raggiungendo un’espressione quasi senza rivali negli snowboard della stessa fascia di utilizzo.
La “potenza nascosta” di questa tavola è sicuramente il suo punto di forza maggiore e la consiglio caldamente a chi cerca una tavola freestyle/allmountain che permetta un riding rilassato ma che consenta, se richiesto, di spingere oltre al proprio limite e di raggiungere un livello successivo.

Non esistono tuttavia tavole perfette e l’apparente perfezione di questa tavola infatti è macchiata da un solo difetto, la grafica.
Consapevole del fatto che sia una questione di gusti e che, per chi pensa prima di tutto al riding e non all’apparenza, sia anche l’elemento in assoluto più trascurabile di uno snowboard, non si può non notare questo neo.
Questa grafica davvero non fa giustizia alla tavola e non rispecchia, a mio parere, minimamente la sua anima ed il suo carattere.
In fondo però questo è forse un modo per bilanciarne l’eccessiva perfezione, un modo per rendere umana una tavola che altrimenti, in senso positivo, non lo sarebbe.

File allegato:



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Inviato: 17/3 15:25



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