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Autore : 3Nta
Snowboard, Metodologia della preparazione atletica


Testo tratto dalla TESI DI LAUREA: Lo snowboard in Italia e verso le Olimpiadi
di FABIO PERRICONE

Per quanto riguarda la metodologia della preparazione atletica ad alto livello – e quindi delle squadre azzurre – di molto aiuto mi è stato Cesare Pisoni, il responsabile del corso di formazione degli allenatori di snowboard che, dal 1998, opera nell’ambito della Nazionale.
A Pisoni, milanese, classe 1968, diplomato ISEF e laureato a Digione in “Scienze e tecniche delle attività fisiche e sportive”, ho chiesto tra l’altro quale fosse la sua opinione sulla rapida affermazione presso le nuove generazioni dello sport della tavola.
“Sicuramente è la facilità di apprendimento che ha favorito l’esplosione dello snowboard. Che è disciplina decisamente divertente, quasi un gioco di equilibrio.
Proprio il contrario dello sci notoriamente nato come
attrezzo di lavoro o di trasferimento, soprattutto nella
regione Scandinava. Si può davvero dire che lo snowboard sia uno sport assolutamente diverso, il frutto più che altro di una cultura urbana, il figlio affermato dello skateboard. Andare con la tavola, in effetti, è un modo diverso di sciare. È volare sulla neve”.

Lo sci e lo snowboard…
“Sport diversi anche se simili. La diversità riguarda eminentemente la posizione: lo snowboard è uno sport a traslocazione trasversale, lo sci a traslocazione frontale.
Ad alto livello non fa molta differenza “provenire” dalla
pratica dello sci, da altri sport di equilibrio o dal nulla.
Come ho detto, imparare a surfare non è un grosso problema.
Diventare e restare campioni, per contro, impone un impegno severo e duri allenamenti”.
Ebbene, a proposito della preparazione atletica della Nazionale, c’è molto da dire… Con l’aiuto di Pisoni, ci provo.
Sicuramente la preparazione atletica nello snowboard ad alto livello richiede un’analisi attenta delle caratteristiche della disciplina praticata. Occorre infatti differenziare le metodiche di allenamento a seconda che l’atleta si dedichi:

• Alle discipline alpine (slalom gigante parallelo, slalom gigante, slalom parallelo, slalom, supergigante)
• Allo Snowboard Cross
• Al freestyle (half pipe e Big Air)

Le tre discipline in questione hanno in effetti delle caratteristiche non del tutto uguali per quanto riguarda il
modello prestativo.
Pertanto l’impegno fisico dello snowboardista varia a seconda della disciplina praticata. Infatti, se nelle discipline alpine il tipo di impegno muscolare è molto simile a quello dello sci alpino, nel freestyle si ha una richiesta di esplosività nettamente superiore e notevoli devono essere le doti di controllo del corpo.
Nello snowboard cross, infine, sarà molto importante poter contare su una buona struttura muscolare a causa della possibilità di rudi contatti fisici.
Non va poi dimenticato che lo snowboard è uno sport asimmetrico e, pertanto, nella preparazione atletica a questa pratica sarà compito del preparatore cercare di compensare eventuali asimmetrie che possono crearsi a livello muscolare.
Altro elemento da non sottovalutare sarà l’aspetto motivazionale, soprattutto in considerazione della giovane età di questo sport e, di conseguenza, della poca abitudine ad allenarsi da parte di molti atleti.


Discipline alpine

• Durata di gara dai 30 ai 90 secondi
• Il meccanismo aerobico non è un fattore limitante
(VO² max intorno al 50/65%)
• Produzione di lattato max 10/12 mmol
• Componente coordinativa determinante per la prestazione così come la potenza alattacida

Nelle gare alpine (slalom parallelo, gigante parallelo e gigante) la durata delle competizioni può andare da 30 a 90 secondi con un impegno muscolare che varia molto in considerazione delle pendenze e dei tracciati. Il meccanismo di produzione di energia aerobico non è un fattore limitante la prestazione, infatti non si usa più del 55/65% del VO²max e la quantità di lattato può raggiungere al massimo le 10/12 mmol.
La componente più importante nella prestazione è da considerarsi la potenza alattacida che permette all’atleta di adattarsi nella maniera più rapida possibile ai cambi di direzione.
Naturalmente, nelle prove parallele la componente lattacida avrà un peso superiore rispetto alle gare su due “manches”, visto che le prove da effettuare per vincere la gara sono almeno nove (dagli ottavi di finale alla finale più la manche di qualificazione iniziale).
La componente coordinativa riveste un ruolo fondamentale nell’effettuazione di una prova alpina. Infatti la capacità di sapersi adattare a situazioni variabili in modo rapido ed efficace può spesso fare la differenza.
Ogni tracciato è diverso dal precedente e anche i pendii e le condizioni della neve sono sempre diversi, per questo motivo saper surfare in qualsiasi situazione è la condizione per poter avere un rendimento costante.
Elemento molto importante, soprattutto nelle gare parallele, è poi la partenza, la quale richiede doti di reattività e di esplosività unite ad una buona esecuzione tecnica.
L'efficienza psicofisica e la preparazione atletica influiscono sul rendimento finale tanto più la pista è ghiacciata, ripida e con porte a traiettoria di curva sempre più chiusa

Cosa e come migliorare?
• Incrementando la forza con l’utilizzo di sovraccarichi
• Incrementando la reattività con esercitazioni pliometriche
• Incrementando le capacità lattacide e alattacide con ripetute
• Incrementando le capacità coordinative con circuiti di destrezza
• Incrementando la capacità di equilibrio con esercizi di propriocezione


Freestyle

• Durata circa 30 secondi
• Componente coordinativa
• Acrobatica
• Potenza alattacida
• Elasticità muscolare

Nelle gare di freestyle, l’impegno muscolare viene estrinsecato per un periodo di tempo nettamente inferiore: infatti, in una gara di half pipe, il rider può effettuare dalle 6 alle 8 uscite con manovre per una durata di circa 30 secondi.
In questa disciplina assume ancora maggior valore la potenza alattacida che deve permettere al rider di esprimere altissimi livelli di forza in un tempo
relativamente breve.
Nel freestyle assume ancora maggior valore soprattutto la componente coordinativa e di controllo del corpo nello spazio e nel tempo. Per quanto riguarda la componente aerobica, essa non rappresenta un fattore limitante. Tra le capacità coordinative importanti in questa disciplina può essere un fattore limitante l’elasticità muscolare, soprattutto nell’esecuzione di alcune manovre che richiedono delle posizioni che possono portare l’atleta ai
propri limiti articolari.

Cosa e come migliorare?
• Incrementando la forza con l’utilizzo di sovraccarichi
• Incrementando la reattività con esercitazioni pliometriche
• Incrementando le capacità acrobatiche con stage specifici
• Incrementando l’elasticità muscolare con tecniche di cosiddetto PNF (facilitazione propriocettiva neuromuscolare)
• Incrementando, infine, le capacità coordinative con circuiti di destrezza


Snowboard Cross

• Durata 40-90 secondi
• Acrobatica
• Buona massa muscolare
• Capacità di adattamento a situazioni variabili
• Reattività

Lo snowboard cross dal punto di vista condizionale assomiglia molto alle gare alpine con l’aggiunta di una buona dose di acrobatica e capacità coordinative. La durata di una competizione può variare dai 40 ai 90 secondi e le caratteristiche importanti sono le stesse delle discipline parallele.
Infatti il fatto di scattare al via in 4 o 6 o 8 tutti assieme rende la partenza determinante soprattutto su percorsi stretti e facili. Il fatto di scendere in gruppo facilita il contatto fisico e, di conseguenza, un buon
snowboardcrossista deve possedere un buona massa muscolare equamente distribuita tra arti superiori ed inferiori. Determinanti possono essere poi le capacità coordinative, soprattutto la capacità di adattamento a situazioni variabili che nello snowboard cross sono molto frequenti.

Cosa e come migliorare?
• Potenziando la massa muscolare e incrementando la forza con l’utilizzo di sovraccarichi
• Incrementando le capacità acrobatiche con allenamenti specifici e le capacità lattacide ed alattacide con ripetute
• Incrementando delle capacità coordinative con circuiti di destrezza e le capacità di reazione con simulazioni di partenze


Come operare?

• Interessando e motivando l’atleta
• Programmando in funzione degli obiettivi
• Utilizzando metodi che rispettino il più possibile il gesto tecnico (andature, paralleli ecc.)
• Variando gli stimoli (sport a situazione variabile)
• Da non dimenticare la componente ludica delle discipline in questione e quindi non va trascurato l’inserimento quotidiano di giochi di squadra.
Aiuteranno a scaricare lo stress*.




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* Intervista a Cesare Pisoni, Bergamo, novembre 2002 e dispensa dello stesso “Modello prestativo, test di valutazione e preparazione atletica nello snowboard di alto livello”

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