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Autore : RED
4.2 – LAMINE DA GARA


Questo paragrafo è x chi vuole avere, con un po’ di sbattimento in più, una preparazione perfetta e personalizzata delle lamine in base al proprio uso. Questa preparazione è indispensabile per chi vuole fare gare di ogni genere (ma soprattutto carving e boardercross) ma anche per chi vuole il massimo dalla sua tavola. Tuttavia sconsiglio vivamente questo paragrafo al rider allround del finesettimana e, in ogni caso, a chi non si è ancora impratichito con il tipo di manutenzione visto sopra. Le vostre lamine saranno sì più efficaci ma dureranno anche meno e quindi la vita della vostra tavola diminuirà. Personalmente preferisco sempre tenere un angolo di 90° sul lato e 0° sul piatto (come visto sopra) perché le lamine durano molto di più e per il mio uso sono ok!

In ogni caso, prima di passare a questa sezione, dovete prima aver fatto fondo e lamine come descritto nei paragrafi precedenti.

Questo paragrafo non contiene fotografie prima di tutto perché non tiro mai le lamine da gara sulle mie tavole e poi perché sono le stesse foto per l’utilizzo della lima e squadretta viste sopra, con un utilizzo però più radicale.

 

Lamine lato soletta:

Spesso succede che, su una tavola che ha fatto già una stagione ma anche alcune tavole nuove di pacca, la soletta non sia perfettamente in piano con le lamine (potete vederlo con la spatola ortogonale a lamina e soletta, con una fonte di luce dietro). Per rimetterla in piano dovrete portarla in un laboratorio che abbia l’apposita attrezzatura. Una volta messa in piano, fatevi rifare anche l’impronta sulla soletta. L’impronta sono quelle piccole righe che notate sulla soletta in direzione punta/coda (soprattutto quando la tavola è nuova, poi si consumano), dei "microcanali" utili a spezzare quel sottilissimo film d’acqua che si forma quando la tavola è a contatto con la neve. Se la soletta fosse perfettamente liscia, essa risulterebbe molto lenta! Provate a surfarvi una lastra di vetro e vedrete che non dico cazzate!

A differenza del paragrafo precedente, qui dovete decidere se dare un angolo al piano della soletta (cosiddetto angolo di tuning). Più aumentate l’angolo di tuning (che in genere non supera mai i 2°-3° anche nei casi più estremi), più la vostre tavola sarà maneggevole perchè inciderà meno la neve e quindi riuscirete meglio nel freestyle (soprattutto nei ground tricks e cattivi atterraggi); tuttavia perderete tenuta in curva, a meno che non andiate a compensare riducendo l’angolo sul fianco (se avete fatto 1° di tuning e tirate le lamine sul fianco a 89°, avrete ancora i soliti 90° complessivi sulla lamina!). Se non sapete bene ancora qual è angolo di tuning adatto al vostro riding, iniziate con un angolo molto basso (0,5°, per esempio), provate la tavola e poi deciderete se aumentarlo o no.

Per fare questo lavoro vengono utilizzati dei tiralamine speciali per il lato-soletta che hanno in genere una regolazione da 0° a 2,5°; tuttavia è molto difficile trovarli in vendita nei negozi. Allora vi consiglio di utilizzare ancora la vostra bella lima fine con dello scotch telato (tipo american tape): avvolgete lo scotch dove finisce la lima (dove ci andrebbe il manico) come visto al paragrafo precedente. Tenete conto con che più aumentate il numero di giri di scotch più aumenta l'angolo di tuning: in media ad ogni millimetro di spessore di scotch corrispondono 0,5° sulla soletta. Per mantenere questo angolo quando andate a tirare le lamine, la parte scotchata dovrà essere a circa 10-12 cm dalla lamina (vi conviene segnarvelo sulla lima), tenendo cmq la stessa posizione vista nel paragrafo precedente. Una volta posizionata correttamente la lima, tiratela tenendo il palmo di una mano sulla parte nastrata e l’altra mano esattamente a ridosso della lamina, in modo da non spostarsi da tale posizione mentre lavorate. Tirate le lamine esattamente come visto nei paragrafi precedenti e continuate fino a quando la lama non si sarà completamente "angolata" del tuning impostato (tutta la superficie della lamina).

Passate ora con la pietra in ossido di alluminio e poi, se l’avete, con quella in ceramica o quella diamantata.

Pulite la lamina e la soletta adiacente e ripetete lo stesso lavoro sull’altro lato.

Lamine sul fianco:

Girate la tavola mettendola perpendicolare al piano di lavoro x andare a lavorare le lamine sul fianco.

Il lavoro che farete con l’affilatore è lo stesso visto nel paragrafo precedente, andrete solo a cambiare l’angolo, in modo da averlo più acuto e, quindi, in modo tale da dare alla vostra tavola una tenuta maggiore su manto nevoso duro o ghiacciato. In genere si va ad ottenere un angolo acuto compreso tra 89° e 85, ma vi consiglio di non scendere sotto l’88°, a meno che non usiate l’hard. Per utilizzare questi angoli potete utilizzare un affilatore con regolazione d’angolo oppure le apposite squadrette. Prima di tirare le lamine dovete però togliere l’eccesso di fenolo, come visto in precedenza. Se è la prima volta che modificate l’angolo di lamina, dovrete asportare diverso materiale; dovrete comunque limare fino a quando avete coperto tutta la superficie della lamina (aiutatevi magari segnandola con un pennarello). Utilizzate il tiralamine come già visto e alla fine dell’operazione pulite con un po’ di carta.

Passate le pietre a vostra disposizione (ossido d’alluminio, ceramica, diamantata, Arkansas) con la squadretta, in modo da rispettare l’angolo suddetto.


Ora la lamina è apposto, finite però con la gomma abrasiva sui primi cm di punta e coda per togliere il filo in eccesso che vi toglierebbe maneggevolezza senza darvi benefici in tenuta, esattamente come descritto al paragrafo 4. Vi consiglio di togliere il filo dai primi 5 cm della punta e dai primi 3 della coda e di passare leggermente la gomma anche su altri 10 cm circa di punta, alleggerendo la pressione sulla gomma mano a mano che vi avvicinate al centro della tavola, senza esagerare in modo da lasciare comunque un po’ di affilatura.

Ora dovete solo testarla sulla neve per vedere se le modifiche effettuate si adattano o addirittura migliorano il vostri riding.

Gli angoli di tuning e fianco sono molto personali. Tuttavia tenete presente che x un freestyler è meglio non scendere sotto i 90° di angolo complessivo, dando però 1° di tuning per migliorare la maneggevolezza e gli slide (dovrete così tirare le lamine sul fianco a 89°, o addirittura tenerle a 90°). Se fate Halfpipe o Boardecross, e quindi avete bisogno di tenuta per salire sui muri ghiacciati del pipe o nelle paraboliche, vi conviene scendere sotto i 90° complessivi, magari tirando a 0.5°/1° il tuning e a 88°/89° il fianchetto. Per freeride in generale potete anche evitare il tuning ma fare un angolo di 88°/89° sul fianco, aumentando così ulteriormente la tenuta in curva. Se poi volete fare slalom, carving, gigante con il rigido allora vi consiglio 0°/0.5° di tuning e 87°/88° o addirittura 86° sul fianco! Queste sono solo configurazioni esempio; in ogni caso il miglior compromesso per l’utilizzo allround di una tavola soft è 0° (max 0.5°) di tuning e 90° di fianco, come descritto al paragrafo 4.

Se poi utilizzate la tavola esclusivamente per fare fresca o rails è inutile dirvi che tutti questi accorgimenti non vi servono, anzi, nel caso dei rails, le lamine sono addirittura di troppo!

 

 

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