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Autore : RED
5.1 – PERCHÉ E QUANDO SCIOLINARE


Come già detto nel par. 3.2, la soletta è semplicemente uno strato di polietilene dello spessore di 1,5 mm (per le tavole custom lo spessore è maggiore). Essa è la parte più sottoposta all’usura rispetto alle altre parti della tavola, usura di tipo chimico, dovuta  alla sua degradazione ossidativa  (più o meno come la ruggine sul ferro!) e usura meccanica, dovuta all’attrito radente sulla neve. L’usura chimica provoca un maggior assorbimento di acqua e di sporco presente sulla neve; questo fattore è molto importante dato che più una soletta è sporca e bagnabile, più essa diventa meno scorrevole, più lenta! L’usura chimica è molto facile da notare, provoca il famoso sbiancamento (soprattutto in zona lamine, dove l’attrito è maggiore) o addirittura peluria sulla superficie della soletta. Questo va puntualmente eliminato con la spatola e spazzola e rigenerato con la sciolina altrimenti ad ogni surfata peggiorerà, rendendo la soletta sempre meno scorrevole e quindi più lenta.

La sciolina è l’unico rimedio al veloce degenero della soletta!

La sciolina, come già accennato al cap. 1.1, è costituita quasi totalmente di paraffina e di una piccola percentuale di polimeri in genere fluorati (nelle scioline fluorate). La paraffina serve ad ingrassare la soletta (ma anche a pulirla) ed è quindi utilizzata (spesso da sola perché meno costosa – vedi par. 1.1 e 2.2) per l’uso normale o per allenamento. Tutto il resto serve a conferire alla sciolina elevata scorrevolezza e bassissima bagnabilità, riscaldamento e consumo a causa dell’attrito sulla neve; si presta così per usi agonistici, in vista a gare, soprattutto di velocità. In particolare, le scioline fluorate danno il meglio di sé in condizioni di neve bagnata, con temperatura del manto nevoso sopra i -12° e umidità superiore al 25%.

In genere, sul mercato e scioline si differenziano in base alla temperatura di applicazione:

  • Scioline calde (warm wax): range di temperatura = da 0° a -5°C (in genere ha il colore giallo)
  • Scioline normali (normal wax): range di temperatura = da -5° a -12°C (in genere ha il colore rosa)
  • Scioline fredde (cold wax): range di temperatura = da -12° a -20°C (in genere ha il colore azzurro)

Se non fate gare e non sciolinate ad ogni uscita, sarà improbabile che usiate la sciolina per nevi molto fredde o ghiacciate (cold wax); tuttavia, con neve invernale sarà molto facile usare quella rosa (temperature medio-fredde). Quella calda viene usata principalmente con la neve primaverile od estiva e può essere sostituita con della paraffina…

Per proteggere la soletta da luce, umidità e usura viene così utilizzata la sciolina (o la paraffina); essa si lega facilmente alla soletta perché ha la stessa struttura chimica! In generale, la sciolina va a riempire le microcavità della soletta e ad amalgamarsi con essa per ripristinare lo strato asportato per effetto dell’attrito radente. Questo tipo di “serbatoio” intrinseco della soletta è una percentuale piccolissima della stessa e quindi va frequentemente riempito. Inoltre per “fare il pieno” sono necessarie molte sciolinature; per questo motivo le tavole nuove sono solo parzialmente sciolinate, sono dotate solo di uno strato superficiale di sciolina ma hanno il serbatoio vuoto, sono così impossibilitate a ripristinare lo strato superficiale quando quest’ultimo viene consumato!

Abbiamo capito così che, per avere una soletta più sana, giovane e scorrevole, dobbiamo sciolinare molto spesso! Nessuno potrà mai dimostrare il contrario! Ci tenevo a dire tutto ciò dato che la maggior parte delle persone (ed è scritto anche nero su bianco!) sostiene che la sciolina serva solo per rendere la soletta più veloce, quando invece è solo un secondo fine (anche se importante)!!!

Per sciolinare la soletta viene utilizzato un ferro da stiro che scioglie la sciolina e la fa penetrare nei pori. Infatti con la sciolinatura a caldo, i pori della soletta si dilatano e si prestano meglio a  ricevere la sciolina. Per questo motivo la sciolinatura a caldo è sempre preferibile rispetto a quella a freddo (che praticamente crea uno strato superficiale di sciolina ma lascia il serbatoio vuoto…un po’ come la soletta di una tavola nuova). Sconsiglio così scioline spray o in pasta. Una volta sciolinata la tavola, è sempre meglio lasciarla una notte all’aperto, meglio se ad una temperatura fredda (meglio ancora se appoggiata sulla neve), in modo da provocare un veloce restringimento dei pori della soletta, trattenendo poi la sciolina utile. Praticamente la soletta si comporta come la nostra pelle quando è sottoposta ad un forte caldo e subito dopo ad un freddo gelido (vedi la sauna+doccia fredda!)!

La tavola viene in genere sciolinata a 120-130° (sulla soletta e poi sul topsheet le temperature sono più basse); se usate il “ferro della nonna”, la temperatura è regolata in base al tessuto da stirare…in ogni caso scegliete una temperatura che non faccia fumare (e quindi bruciare) la sciolina. Queste temperature non sono certo compromettenti per la struttura di cui è composta la tavola (resine comprese), state però attenti a non fermarvi troppo in uno stesso punto!

 

Per concludere vediamo brevemente ogni quanto la soletta va sciolinata. Se fate gare vi renderete conto che è meglio sciolinare ad ogni uscita, se non addirittura ad ogni run! Se invece fate un uso normale della vostra tavola è meglio sciolinare almeno ogni 2 o 3 uscite al fine di prevenire gli effetti dell’usura chimica della soletta (degradazione ossidativa che può essere rimediata improntando la soletta). In ogni caso, come già detto, bisogna sciolinare a caldo.

 

 

 

 

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