Inviato da 3Nta | il 30/07/2008 | 2513 letture | Commenta | Vai al menu principale
Interviste : Intervista a Fizza
INTRO:
Fizza è uno dei grossi nomi per la fotografia snowboard in Italia... conosciamolo meglio...

Nome e Cognome: Lorenzo Verdinelli
Nickname: Fizza
Hometown: Trento
Età: 27
Da Quanti anni snowboard? Ho iniziato se non ricordo male nel 96-97
Regular o Goofy? regular
Bevanda preferita: una bella birra ghiacciata o un bicchiere di buon vino, dipende dalle situazioni
Cibo preferito: mi piace molto cucinare , e non riesco a resistere ai fiori di zucca.
Libro consigliato: per chi è appassionato di fotografia, più che un libro consiglio National Geografic si riesce ad imparare molto soltanto guardando gli scatti dei mostri della fotografia.
Film consigliato:I soliti sospetti
Sito web: www.fizza.it

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GEAR:
Camera: canon eos 1d mark II
Lens: si parte dal fisheye per scatti particolari, un grandangolo classico, 50mm luminoso per situazioni con poca luce ed un 70-200 come tele.
Flash: amo molto usare i flash, utilizzo speedlight canon 580 e 430, in più un flash da studio portatile.
Editing Program: Photoshop

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ITW:
Quando hai iniziato a fotografare e da quanto tempo pubblichi? Solo snow o anche altro?
La passione per la fotografia l'ho sempre avuta, poi col passare degli anni ho cercato di migliorare la mia tecnica per cercare di trasformare una passione in un lavoro. Per quanto riguarda lo snowboard, i primi articoli firmati sono del 2005-06, mentre per quanto riguarda il mondo fuori dallo snowboard già qualche anno prima.
Per riuscire poi a mantenersi bisogna scendere a compromessi e spesso nella stagione estiva si finisce per fare matrimoni o lavori meno eccitanti rispetto a fotografare lo snowboard.

Perché lo snowboard?
Come detto prima lo snowboard è sempre stato una mia passione, sono molto amante della natura e della montagna e ho una dipendenza da quella droga chiamata adrenalina.
Lo snowboard è uno di quegli sport che mi fa rilassare e rasserenare, poterci lavorare e contribuire alla sua crescita è molto motivante.

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Quanto tempo dedichi in un anno agli shooting trip?
Purtroppo non è sempre facile organizzare tanti shooting trip, gli impegni sono sempre tanti sia da parte mia come media che per i riders, i mesi migliori della stagione sono pieni di gare importanti, e spesso si hanno pochi giorni per organizzarli. Tuttavia sono molto importanti sia per raccogliere molto materiale sia per una crescita per gli atleti.

Quel è la tipologia di rider con la quale preferisci lavorare?
Lo snowboard è e deve sempre rimanere un divertimento, non si può snowboardare bene se non si è felici nel farlo, tuttavia quando si lavora non mi piace fare le cose un po' tanto per farle, impegno, voglia di fare, e serietà sono obbligatorie.

Qual'è stato il tuo shooting più lungo?
In Norvegia con i Road Warriors della Nitro abbiamo scattato per 2 settimane circa, ma gli shooting lunghi non mi entusiasmano più di tanto, tutto dipende da molti fattori, se tutto va ok si riesce a fare un sacco di materiale in pochi giorni.

Digitale ed analogico... cosa ne pensi?
Per il lavoro sui magazine e web, il digitale è molto meglio, ti risparmia la digitalizzazione dei negativi, e di conseguenza tempo e lavoro. Le macchine di oggi sono molto evolute e di ottima qualità. L'analogico tuttavia è sempre molto affascinante, io uso il medio formato per lavori particolari e per il piacere di scattare con questo tipo di formato

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Lavorare in Italia e all'estero... quali sono le maggiori differenze?
Lavorare all'estero significa lavorare in un mondo molto più collaudato, si scatta con atleti di livello internazionale e su magazine sfogliati in tutt'Europa. Attualmente collaboro con due riviste straniere MBM e Playboard, ed il piacere di pubblicare su riviste importanti è molto stimolante soprattutto quando si riesce a far pubblicare un nostro atleta, troppo spesso non considerati.

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Come vedi l'editoria freestyle in Italia?
L'editoria freestyle italiana è un mercato molto chiuso, simile a quello francese, soprattutto per un discorso di lingua, in Svizzera, Austria e Germania parlano tedesco, di conseguenza è molto più facile far girare una rivista dentro questi stati. Nonostante queste difficoltà noi media dobbiamo credere e cercar di far crescere lo snowboard italiano, promuovendo quello che è giusto e positivo, e magari togliendo spazio a quelle cose che purtroppo fanno solo male al nostro sport preferito.

Progetti per il futuro?
Come ormai molti sanno assieme al vecchio gruppo di onboard più qualche new entry, la prossima stagione vedrà la nascita della nuova rivista Snowboard mag, diretta da Riky Felderer accompagnata dal sito di snowbox.it, e l'ononimo video. Come materiale siamo messi benissimo abbiamo un sacco di neve fresca e kikeroni da paura, e soprattutto molte idee interessanti su come pubblicarli, bisognerà aspettare ottobre per vedere il numero zero e sono convinto non vi deluderà. Per il momento inforco la mia bici e cerco di passare più tempo praticando downhill, altra mia passione che riesce a farmi sfogare.

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Hai qualche consiglio da dare agli emergenti fotografi?
Prima di tutto bisogna essere veramente convinti di quello che si vuole fare e saper rinunciare a molte cose per riuscire nel proprio intento, essere seri e professionali e fare tanta e tanta pratica.


Grazie mille! Ciao a presto!
Grazie a te Fulvio per l'intervista e per avermi sempre ben accolto nella tua famiglia snowgang.
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