Inviato da 3Nta | il 31/08/2008 | 1924 letture | Commenta | Vai al menu principale
Interviste : Intervista a Denis Piccolo

SCHEDA.


Nome e Cognome:  Denis Piccolo       


Eventuale soprannome: Denis the Little


Hometown: Torino


Età: 30


Bevanda preferita: coca cola - con rum per le feste senza rum con la pizza


Cibo preferito: pizza (meglio se in compagnia del mio compagno di pizza zeman)


Musica preferita: tutta quella che non recensisce Rigano


Libro consigliato: mi sono divertito a leggere la biografia di Terry Richardson


Film consigliato: nessun film da consigliare ma guardate Try Again di Random quando uscirà su Sequence, veramente un bel video.  


Sito web: denispiccolo.com


 


GEAR:


Camera: Canon Eos 1D mark III & Hasselblad ma solo per giocare


Lens: 15, 17-35, 28-80, 70-200, duplicatore e per la 6x6 adoro l'80


Flash: Elicrome da esterni


Editing Program: Photoshop e Aperture


 


 


 


Ciao! Sono Denis, fotografo e editore di Sequence Mag, fotografo la scena italiana, e non solo di snow, da quasi 10 anni, e sono stragasato di essere intervistato da voi!!!! go riding


 


Quando hai inizato a fotografare e da quanto tempo pubblichi, solo snowboard o anche altro?


Ho iniziato a 14 anni con la scuola di fotografia a Torino, Perito in arti fotografiche e cinematografiche, in realtà facevamo molte cose ma poche foto....poi i primi servizi di paese (cresime, leve e balli) fino alle prime pubblicazioni su Snowboarder grazie a Murio (che ora è il mio socio!!!), in Italia ho pubblicato un pò ovunque Panorama, D-donna, Sportweek, la Gazzetta, Rollin Stone, Specchio e tante altre...


 



Con Filippo Kratter in USA


 


Perché lo snowboard?


Perchè quando ho iniziato a fare sul serio con la fotografia facevo moltissimo snow e di solito quando non ti pagano per far foto, fotografi quello che ti piace; poi con il tempo qualche soldo è arrivato e mi sono reso conto che da grande non avrei fatto ne il calciatore ne lo snowboarder, quindi mi sono accasato alla life edizioni (snowboarder) per un bel pò di tempo, con Angelo Berto mi sono trovato molto bene, ma poi si cresce e si lascia l'ovile...


 


Quanto tempo dedichi in un anno agli shooting trip?


Non so, non ci ho mai fatto caso, ma penso almeno 150 giorni all'anno, contando che un mese lo passo semprenegli States con Filippo e chi si aggrega ogni anno con noi, forse questa stagione qualche giorno di lavoro in più si è fatto, visto che il nostro nuovo progetto mi ha dato nuove motivazioni...


 



 


Quel è la tipologia di rider con la quale preferisci lavorare?


E' divertente lavorare con molti in Italia, anche se a volte il clima friends poco professionale porta più svantaggi che vantaggi, ma direi che il rider perfetto è Filippo Kratter, anche se poi non è con lui che ho fatto le mie foto migliori, mi trovo da dio anche con Giacomo, Zeman e Olly che sono gli storici con cui lavoro, vere macchine da trik, direi che delle nuove leve Simon è una macchina da guerra e vorrei far più foto con Manuel ma è sempre in giro per l'europa a far contest ed io ultimamente mi dedico maggiormente al lavoro "sporco" della fresca e dei secret spot, quest'anno ho visto una bella scena giovane, sono curioso di vedere cosa succederà.


 


Qual’è stato il tuo shooting più lungo?


La prima volta che sono andato in America con il team Oakley Italia, erano i tempi di Zombies Video, sono stato oltre un mese, ed è stata un'esperienza indimenticabile a livello umano ancora più che a livello professionale.


 



 


Digitale ed analogico... cosa ne pensi?


Penso che la pellicola non deve morire, perchè porta un romanticismo alla fotografia che il digitale ha ucciso, ma indubbiamente il digitale ci ha portato grossi vantaggi, ed ha permesso a tanti fotografi di esserlo senza basi tecniche, e di conseguenza di svalutare il nostro mestiere di artigiani quali siamo.


 


Sequence… cosa fai di preciso e com’è nato questo progetto? Segui direttamente anche altri magazines?


Il progetto è nato in un modo incredibile e fortuito, dovevamo partire con un mag tutto nuovo con tante prospettive ma pochi soldi, anzi senza soldi, ma poi a fine agosto dello scorso anno è mancato il passo decisivo, il classico "calcio in culo al passato",io e Murio invece eravamo convinti di quello che stavamo facendo, e così abbiamo parlato con Paolo (the sequence) e di creare questo gruppo editoriale, per dirla in breve se non potevamo partire da 0, abbiamo deciso di partire da sotto zero, ovvero con un mag che era in crisi, a noi serviva una persona come lui e a lui serviva due persone come noi, Paolo ha avuto il coraggio di ricominciare da capo e noi di non sapere dove saremmo e dove finiremo, però questo ve lo posso raccontare fra qualche anno...sta di fatto che ora siamo qui con il prodotto che conoscete, siamo in tre, tre che nascono dallo snowboard ed hanno fatto molto (penso) per farlo crescere. In italia lavoro ovviamente solo per noi, all'estero ho molte collaborazioni, ma dopo aver pubblicato su tutte le testate del globo, ho perso un pò di motivazione nel girargli le foto, anche perchè considerano pochissimo la nostra scena.


 



Rider. Manuel Pietropoli


 


Lavorare in Italia e all’estero… quali sono le maggiori differenze?


Lavorare con i magazine italiani come fotografo è praticamente impossibile, quindi se non sei un coordinatore o editore non si può parlare di professione, speriamo che con il tempo le ditte capiscano l'importanza della qualità delle immagini in questo sport e investano nella direzione giusta. Collaborare con l'estero e molto difficile non ti basta lo scatto giusto ma dentro ci deve essere anche il rider giusto, poco tempo fa sono stato invitato al SuperPark organizzato a Mammoth da Snowboarder America, fino alle passate edizioni non invitavano fotografi europei ma quest'anno ci hanno dato la possibilità di esserci a me per l'Italia e ad altri 3 per altre testate europee, ma l'unica foto che mi hanno comprato è  uno scatto di Peter Line sulla spina, il resto è tutto materiale di Filippo e Simon che tengo stretto fino a quando non mi daranno l'ok per pubblicare, la cosa certa e che le foto le pagano molto bene.



 


Come vedi l'editoria freestyle ski in Italia?


L'editoria freestyle ski male sinceramente, lo snow esiste editorialmente perchè trascina una cultura fashion non indifferente, quindi le aziende spingono i loro marchi per vendere abbigliamento, scarpe e tecnico, nello ski  non vedo ancora aziende che spingono questo tipo di discorso, secondo me grazie al freestyle lo sci è riuscito a risorgere nei giovani ed io personalmente lo apprezzo molto e mi piace quando vedo snowboarder e skier che raidano insieme.


 



Rider. Oliver Mondino


 


Progetti per il futuro?


Oltre a riuscire a pagare i bollettini inps di quest'anno, abbiamo anche in uscita il catalogo "5th Season" della nostra rivista, che sarà un catalogo-test-guida in uscita a fine settembre, poi un magazine free-press chiamato "Crakers" distribuito in 18.000 pezzi in 600 shop in Italia, parlerà di sneakers e fashion street molto legato allo sk8&snow...ah poi voglio anche riuscire a dare il bianco a casa prima che finisca l'estate...


 


Hai qualche consiglio da dare agli emergenti fotografi?


Di imparare e chiedere consigli ai più esperti, non sentirsi soddisfatti dopo 2 foto in park e dopo 2 pass gratuiti all'Air&Style...di guardare bene le riviste, soprattutto quelle straniere, di non pensare di guadagnare soldi facili, di non pubblicare foto che non ritenete valide e ricordarsi che un fotografo è un fotografo perchè è in grado di produrre immagini di qualità  non solo di snowboard...noi quest'anno abbiamo arruolato alla famiglia un ragazzetto di 17 anni stra-appassionato di fotografia e spero che cresca nella direzione giusta, mi piacerebbe portarlo in giro, spero che faccia poche chiacchere nei blog e tante foto sulle riviste...poi chissà magari mi fotterà il posto di lavoro in sequence...sarebbe figo no? per chi comunque si vuole proporre la mia mail è denis@denispiccolo.com


 



Rider. Simon Gruber


 


Un'ultima cosa...ringrazio voi di SnowGang perchè come pochi altri siti in Italia, informate sempre e comunque delle news, senza selezionarle in base a criteri pubblicitari e senza chiedere mai niente in cambio, ma sempre seguendo una linea giornalistica vera, sono incredulo che certi web-site esistano ancora e si propongono come siti informativi, non pubblicando news che non siano dei loro clienti...una vergogna...un passo indietro verso l'informazione e verso la crescita dello snowboard in Italia...


ciao a tutti da Denis


 


 


Grazie mille!


Ciao a presto!

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