Inviato da 3Nta | il 22/09/2008 | 2674 letture | Commenta | Vai al menu principale
Interviste : Alessandro "ALO" Belluscio ITW
Elena Rota ha scambiato 4 chiacchiere Alo Belluscio, fotografo professionista e redattore della rivista 4skier... buona lettura!

Nome: Alessandro Belluscio
Nick: ALo
Età: 27 anni
Residenza: provincia di Torino
Da Quanti anni Freeski? Con 4skiers sono alla terza stagione, col freeski circa 2 anni prima, quindi direi quasi 5.
Bevanda preferita: direi Cola, ma anche un buon vinello in compagnia è sempre piacevole
Cibo preferito: Qualsiasi cosa, forse però quando mi metto a impastare la mia pizza…
Libro consigliato: Non mi sento un gran critico di libri, seppur abbia ricominciato a leggere con gusto. Parlando di fotografia mi viene da consigliare la serie di Ansel Adams, oppure ho terminato di recente Gomorra di Saviano, gran libro!
Film consigliato: I film di Tarantino in particolare e poi Motivati, gran skimovie!
Sito web: www.alessandrobelluscio.com
.... single… ahahah!!!

Open in new window



















GEAR:
Camera: uso di tutto, non ritengo la macchina così influente , lavoro con corpi digitali, 35mm e medio formato.
Lens: dal fish al 300 mm
Flash: Qualcuno, non sto a guardare tanto la moda, l’importante è che facciano tanta luce!
Editing Program: Lightroom e Photoshop

Quando hai inizato a fotografare e da quanto tempo pubblichi?

Sono parecchi anni che scatto. Fin da piccolo mio padre mi lasciava usare la sua reflex, son sempre rimasto sorpreso di quello che si potesse fare. Poi son cresciuto, gli stimoli arrivavano periodicamente, scattavo per un periodo poi mollavo tutto. Fino al periodo in cui ho abitato in montagna, dove tra Seba e JohnScarafiotti oltre a imparare un po di cose mi è ripartita la passione e non se ne è più andata. Da li foto naturalistiche, primi scatti sportivi e la prima pubblicazione.

Quanto tempo dedichi in un anno agli shooting trip?

Dipende. C’è da dire che abitando a 50 minuti dalla valle di Susa, spesso succede che mi faccia la prima parte di stagione con i local a far street e jibbate. Poi da natale in avanti ci si sposta. Prevalentemente viaggio dai primi di dicembre a finchè c’è neve. D’estate invece il discorso cambia. Di shooting in park non ne ho più voglia e bisogno, tutto visto e stravisto. Ormai quando si lavora , si cerca di razionalizzare le risorse, soldi e energie (di soldi ce ne sono veramente pochi, energie fortunatamente di più). Solitamente si cerca di pianificare le uscite con il filmer in modo tale da poter lavorare bene e con un numero di rider seri avendo il riscontro foto/video. E comunque si viaggia finchè c’è neve, questa stagione è finita a fine maggio.

Open in new window



































Quel è la tua location preferita ? Perchè?

Non è che abbia una location preferita. Ho una sorta di rapporto di amore/odio con la valle che frequento da quando sono nato.
A me piace la montagna, tutta e in tutte le stagioni. Vorrei vedere la maggior parte delle montagne sparse nel mondo per capire tante cose.
Ma c’è anche da dire che alla fine mi piace la valle dove sono cresciuto, come mi piace andare con Lenaz intorno al Palù a Chiesa o con Raffa e la cricca dei livignaschi in giro per Livigno.

Quel è la tipologia di rider con la quale preferisci lavorare?... chi?

Sicuramente quello che si applica, inventa, dialoga e cerca il rapporto diretto col fotografo è gradito. Uno che interagisce mi dà l’impressione che sia interessato alla situazione, mi stimola. Spesso ci sono rider fortissimi, ma se non si riesce a instaurare un rapporto, la situazione rimane la medesima dei contest. Mi piace la gente che pensa, la gente che oltre a pensare al trick spesso da chiudere, considera comunque l’aspetto scenico. Il rider che in quel momento vuole raccontare un qualcosa che va oltre il gesto tecnico. Il rider che si confronta col fotografo per capire se alla situazione è il caso di dare peso o meno. Se il rischio vale lo scatto. Così è positivo lavorare. Altrimenti andrei a scattare ad altro, e non avrebbe senso quello che faccio. Forse è veramente questo che distingue atleti e fotografi di questo tipo dal resto degli sport. A me così piace.

Qual è stato il tuo shooting più lungo?

Non saprei. Alla fine non ragiono per progetti a se stanti. Anche se sono via per diversi giorni, ragiono e lavoro per giornate. In italia adesso come adesso fare progetti a lungo termine è impossibile.
Se comunque devo ricordare… quando al rientro dallo step up a Livigno Jeff s’è ritrovato in slavina e di colpo 100 metri più sotto. Brevi attimi che però non ti fanno finire la giornata in fretta, anzi, fanno pensare e ragionare.
Oppure la settimana trascorsa durante questa stagione, nella “mia” valle con il team Technine. Direttamente dall’usa metà cricca di quel bel video che l’anno scorso si chiamava ColdWorld. Con loro penso di aver vissuto una delle più belle esperienze fino ad ora. L’intera settimana trascorsa con dei rider professionisti (veri professionisti) in giro per le alpi a fare snowboard. Ritmi impressionanti, alcuni giorni si è usciti di casa alle 9 del mattino e si è tornati poi a casa alle 5 del mattino dopo. Ragazzi dotati di un carattere incredibile. Poche paranoie e tanta voglia di fare, e bene.
Comunque lo shooting , essendo quello che faccio un lavoro che mi piace, non è mai lungo. E’ stancante, si, quello si. Però quando hai la fortuna di fare qualcosa che ti piace, penso sia la cosa più bella che ti possa capitare. Lo shooting è lungo quando le emozioni sono prolungate, si sommano o sono talmente intense da dover essere metabolizzate col tempo.

Open in new window
























4skier… cosa fai di preciso e com’è nato questo progetto? Segui direttamente anche altri magazines?

Faccio l’editor. Come un normalissimo editor di snowboard, con la differenza che anziché esserci tanti fotografi di freeski in italia siamo pochini, con conseguenti sacrifici. Il progetto è nato tre anni fa, quando Cristiano voleva provare a fare un mag di freeski, io giravo già da un po con qualche skier e poi il resto l’ha fatto il tempo.
Oltre a 4Skiers collaboro anche con la neonata Snowboard mag., Entry e onBoard. All’estero invece skiing the next level, skiing fall line e con la Freepresse francese, più qualche mag. oltre oceano


Hai qualche consiglio da dare agli emergenti fotografi?

1- Cambiate idea finchè siete in tempo.
2- SAFETY FIRST !!!
3- Non svendetevi per la gloria.
4- Non è una moda

Open in new window



































Come vedi il futuro dello snowboard e del freeski?

Per quanto riguarda lo snowboard non credo di potermi esprimere più di tanto. Sicuramente in italia le cose si stanno muovendo, ma il fatto che esistano in uno stato come l’italia 5 magazine fa anche pensare, un qualche motivo di base ci sarà credo… ma non lo so e non voglio entrare nel merito, preferisco fare le mie cose e portare avanti il mio progetto. Preferisco poter lavorare con qualche rider, con cui si è creato affiatamento e poter fare bene.
Per quel che riguarda il freeski le cose stanno cambiando. Nell’autunno 2008 uscirà Motivati, il primo video di freeski italiano. Le aziende iniziano a capire che la realtà all’estero è affermata da anni, mentre da noi come sempre si gira col freno a mano tirato. Vedo che comunque le cose migliorano. Se all’inizio c’era qualche provvisorio trapianto di persone dall’ambiente snowboard a gestire e organizzare skier, piano piano sempre più persone diventano competenti in freeski, spesso gli stessi skier intraprendono progetti con le aziende stesse, e questo non è che un bene. Di stagione in stagione sempre più gente compare nei park e ai contest. Ragazzini preparati e informati, che ci credono e spesso si fanno trovare preparati alle occasioni che contano. La cosa che si fa notare di più è sicuramente la passione che muove tutta la scena, cosa che nello snow vedo di meno.
Dall’altra mi piacerebbe invece vedere più supporto da parte delle aziende, magari anche li concentrandosi come all’estero su chi veramente si sbatte e merita. Magari provando a collaborare con fotografi qualificati e a dare un immagine di quel che è realmente il freeski, cosa che da noi non è ancora chiara a tutti.

E come vedi l'editoria freestyle in Italia?

La vedo grigia… In teoria il fotografo/giornalista è una professione, si è professionisti. Unico problema, ormai tutti si reputano tali pur considerando che un elefante con la Minox ( www.minox.com/index.php?id=19&L=1 ) farebbe di meglio. Ne consegue la svalutazione che ormai imperversa.
La situazione porta ad avere anche gente che pur avendo capacità e passione dopo 2 pubblicazioni cambia idea dal momento che non si campa di sole foto, in Italia.
Fotografo - direttore editoriale, fotografo - adv, fotografo - produzione fotografica... quali collaborazioni completano la tua indole di fotografo? Porto avanti con tanto sudore il progetto 4skiers ,scrivo e scatto, scatto e scrivo… Collaboro con altre testate di snowboard, pubblico qualcosa all’estero, più altri lavori progetti extrasettore.
Sicuramente il pubblicare all’estero è qualcosa di più gratificante ancora. Se pubblichi, significa che anche chi non ti conosce per niente apprezza il tuo lavoro, alla faccia dell’italiano che ha sempre qualcosa da ridire!
In più da questa stagione coordino gli atleti e faccio consulenza tecnica per Armada italia, uno dei marchi che più di tutti ci ha creduto fin dall’inizio. Una azienda nata da skier per gli skier.

Open in new window























fotografia: approccio alle diverse tipologie di soggetto. Perchè il freeski?

Non saprei, mi piace, ho sempre sciato, fatto anche qualche gara, poi a un certo punto ho iniziato a stufarmi. Nel mentre scattavo già e in Francia vedevo già molti skier saltare, ho unito le due passioni… Chiaro che non faccio solo freeski, è impossibile! Come potrei altrimenti mantenere il Jet privato?!? Ahahah !!! Faccio anche altri lavori sempre inerenti la fotografia, studio, foto alle gnocche (Astenersi bruttone ahahah ), collaborazioni con altre riviste sia di settore che extrasettore ,poi qualche matrimonio per arrotondare se capita. Un po di freeride e dh in MTB d’estate quando ho tempo.

digitale e editoria, analogico e editoria... cosa ne pensi?

Penso che cambia poco, se devo scegliere per me scatto in analogico. La soddisfazione di una stampa in camera oscura è impareggiabile. E’ chiaro anche che la fotografia non cambia. Unica cosa, col digitale anche il più impedito e incapace si compra l’attrezzatura e si dichiara fotografo, brutta cosa! All’atto pratico il valore delle immagini è lo stesso. Premere il grilletto con l’analogica o il digitale cambia nulla.
Se però i tempi del digitale sono un po più veloci da un lato, dall’altra la pellicola medio formato ha qualcosa di impareggiabile.

Open in new window






















Progetti per il futuro?

Poter viaggiare , viaggiare e poi ancora viaggiare. Magari con rider e/o amici con i quali vale la pensa condividere le esperienze.

Vorresti ringraziare qualcuno?

Ringrazio La mia famiglia che è l’unica che mi ha veramente supportato e sopportato , sempre. Poi John e Seba che qualcosa me l’hanno insegnato e i colleghi che si possono definire veri Fotografi , con la F maiuscola (sapete chi siete). Ringrazio i rider che si sono fidati di me, i rider che si fideranno e i rider di cui mi potrò fidare…
Ringrazio le aziende che mi hanno dato fiducia e che me la daranno.
Un ciao a Danielino e Fabio che da lassù ci guardano.
Grazie Fulvio per l’occasione, e per essere sempre un passo avanti. Altrove non sarebbe stato possibile…
Ciao!

Open in new window

Interviste




Facebook