Inviato da 3Nta | il 19/04/2011 | 1154 letture
Interviste Bataleon presenta Brendan Keenan con un video girato nel suo home resort Mt. Seymour in Canada.


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Inviato da 3Nta | il 15/04/2011 | 2600 letture
Interviste DC Italy è lieta di dare il benvenuto al rookie Nicholas Bridgman nel suo snowboard team nazionale. Emerso in questa stagione come uno dei migliori rider del Rookie Tour Italy, Nicholas ha concluso brillantemente la stagione invernale 2010.11.


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Inviato da 3Nta | il 23/11/2010 | 2100 letture
Interviste Riprendono le interviste di SNOWGANG.
Christian Zanella ci presenta i Garbage, attivissima crew in grado di offrire sempre ottimi shooting e riding di alto livello.


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Inviato da 3Nta | il 14/01/2010 | 3779 letture
Interviste Direttamente dal film “They came from” Snowgang.com in esclusiva, grazie al responsabile marketing Rome Italia Mike Pireddu, ha intervistato il fortissimo pro rider internazionale Eiki Helgason!



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Inviato da 3Nta | il 22/09/2009 | 4425 letture
Interviste Ogni autunno seguiamo un tema per le nostre interviste, la stagione passata abbiamo "puntato gli occhi" sui fotografi italiani, quest'anno invece vogliamo dare spazio e visibilità alle nuove leve, i rookies, i ragazzi under 18 che saranno, e in qualche caso già sono, i futuri pro riders che ci rappresenteranno nel mondo.

Ruggero è sicuramente uno dei più accreditati next pro...



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Inviato da 3Nta | il 09/03/2009 | 2053 letture
Interviste Hannes è una delle nuove leve alto atesine che sta crescendo continuamente con tricks stilosi, Artec snowboard lo ha assoldato nel suo team e ce lo ha presentato.



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Inviato da 3Nta | il 12/01/2009 | 6423 letture
Interviste Marco Grigis, team Nitro Rookie Italia, è una delle “nostre” più grandi giovani promesse, Vive a Corvara (BZ) in uno scenario fantastico ma spesso si allena nelle alpi occidenatali, è stato con noi di Snowgang in Val Senales il 15 novembre scorso, stupendo la crew con trick spessi è stilosi... ne è emersa questa intervista… buona lettura!



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Inviato da 3Nta | il 27/12/2008 | 5719 letture
Interviste Zebra è la Snowboard School di Madonna di Campiglio, anche se nata pochi anni fa è ormai una realtà solida composta da un grosso staff di maestri fortemente qualificati… abbiamo scambiato 2 parole con Stefano Miramonti e Paco Bosio (due dei fondatori) per presentarvela…



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Inviato da 3Nta | il 02/12/2008 | 4931 letture
Interviste Nome e Cognome: Michele Lorenzi
Soprannome: Mitch
Età: 31
Residenza: Madonna di Campiglio
Snowboard dal: 1991
Regular o Goofy? R
Home resort: Madonna di Campiglio
Trick favorito: fs 3
Bevanda preferita: grappa trentina
Cibo preferito: sushi
Libro consigliato: A. Bourdain -Il viaggio di un cuoco
Film consigliato: tanti non ne basta uno
Sito web: www.mitchsnowboard.com
Sponsors: uso Burton



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Inviato da 3Nta | il 24/11/2008 | 4593 letture
Interviste Max è uno tra i più forti rider dell'Alto Adige, recentemente lo abbiamo incontrato a Modena Skipass cogliendo così l'occasione per presentarlo a tutta la Gang.



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Inviato da 3Nta | il 18/11/2008 | 3596 letture
Interviste Roberto è uno dei più attivi sostenitori dello snowboard freestyle nella zona toscana/appennino, abbiamo deciso di presentarvelo ;)



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Inviato da 3Nta | il 28/10/2008 | 1057 letture
Interviste Joni Malmi, leggenda del team Forum, nonche’ rail rider per eccellenza, venerdi’ 30 ottobre presenziera’ come giudice di gara a Meltdown in Modena, il rail contest organizzato da Forum in collaborazione con Doors Snowpark Structures in occasione di Skipass Freestyle Meeting.

TheProgram crew l'ha intervistato... buona lettura!

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Hey Joni, com’è stata la tua stagione scorsa, sei riuscito ad ottenere tutto quello che volevi?

La mia stagione è andata molto bene, ma mi son fermato per una pausa di due settimane al momento sbagliato e ho così perso un po’ di giorni veramnete buoni per filmare.. in più il mio amico ha sfortunatamente cancellato un paio di miei trick da paura che avevamo filmato insieme. Ma tuttosommato è stata una stagione divertente.

Joni, insieme a Peter Line, sei la leggenda del team Forum.. quanti video tour tipo questo di “Forum or Against’em” hai fatto lungo tutti questi anni?

Mah, probabilmente una cifra intorno agli otto-dieci tour..

Qual è stato il più figo di tutti?

Uno dei primi che abbiamo fatto per “Resistance”. Siamo stati in giro per l’Europa con 20 tappe, e ogni singola tappa che mi ricordi è stato un party eccezionale.

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Dove hai passato l’inverno la scorsa stagione?

In Quebec e a Whistler più che altro.

E d’estate? A casa in Finlandia?

Sì. Sto lavorando al mio marchio street chiamato “Makia”, che mi consuma tutto il mio tempo libero extra-snowboard. E in più sto impazzendo per le bici da corsa. Ho partecipato ad una corsa di ciclismo di 140 km un paio di weekend fa… ci ho messo 4 ore e 40 minuti, ma la mia bici si era rotta. Mi allenerò per la prossima estate!

Hai visto un sacco di rider girare spesso in tutti questi anni.. come sono andati Daniel Ek e John Jackson al loro primo anno con il team Forum?

Beh, Daniel si è fatto male in skate proprio all’inizio della stagione e John è un pro ormai da tanto tempo quindi sapeva già come comportarsi. Sono entrambi dei rider molto talentuosi.

So che hai visto Daniel girare per la prima volta a Zermatt, è diventato abbastanza forte da quegli anni no?

Eh già. Deve solo imparare a trattenersi un po’, e non sparare tutte le sue cartucce subito e in fretta. Ogni volta che si allaccia lo snowboard ai piedi e parte per la sua rincorsa, sembra che stia per fare il trick della vita… tutto o niente.. e girando così non si riesce mai a filmare per un’intera stagione, haha!

Qual è il miglior posto per girare in Europa, a parte la tua Finlandia?

Chamonix o la Norvegia.

Come sono i park indoor in Olanda? Hai girato abbastanza bene sugli air bags…

Sì, è stato molto divertente girare su quei cuscini giganti… e la neve dei posti indoor è sicuramente meglio di quella secca e dura delle piste.

Ok, grazie Joni, ci vediamo a Modena da noi in Italia questo weekend quindi!

Sicuro, ciao!

More info:
pietro@theprogram.it
info@theprogram.it

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Inviato da 3Nta | il 27/10/2008 | 5096 letture
Interviste Abbiamo scambiato 4 chiacchiere con uno dei fondatori di Zenta Snowboard Camp...

Nome e Cognome: Michele Bimbi
Soprannome: Bimbi
Età: 44
Residenza: Frassinoro MO
Snowboard dal: 1996
Regular o Goofy? Regular
Home resort: Madonna di Campiglio Les 2 Alpes, bazzico l’Abetone e Setola che sono vicini a casa di tanto in tanto)
Trick favorito: Quello che sta per riuscirmi è quello che mi soddisfa di più, ma penso che ogni trick abbia un suo fascino, e una sua interpretazione da renderlo “figo”
Bevanda preferita: Dipende dall’orario, birra per tutte le ore, vini bianchi per aperitivo e Caiprinia Mojto e Cuba la notte.
Cibo preferito: Spaghetti, olio o burro di qualità, aglio, prezzemolo e parmigiano
Libro consigliato: Dipende come ti vedo, dal momento…. comincia la serie della massima “è tutto relativo.…” Siddarta per tutti, Viaggio a Ixtland per cominciare il viaggio.
Film consigliato: Un po’ come la domanda precedente, (hehehehe).
Ultimamente ho visto veramente tanti film, ma ora mi viene in mente solo un “percorso” di vecchi movie:
Frankenstein Jr, Arancia Meccanica, Duel, la Purpurea Rosa del Cairo, Un mercoledì da Leoni, Blade Runner e immancabile Pulp Fiction
Sito web: www.zenta.it
Sponsors: Zenta, Salomon, Bonfire, Level, Arnette

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Cos’è Zenta e cosa fa di preciso?

Zenta è la madre di un camp da sogno, e Zenta fa fare Snowboard a un sacco di persone. Questa è la definizione più immediata, una manciata di parole per rispondere alla domanda. Zenta in verità è molto di più. Zenta è una madre perché prende a cuore la settimana dei partecipanti ai camp per fargli vivere lo Snowboard e la montagna a 360 gradi. Non esiste solo il lato della montagna rivolto verso i vostri occhi. Gli slogan per Zenta non sono un veicolo pubblicitario, ma una filosofia che segue il corso della sua storia.
L’ ultimo, “A Ciascuno il Suo Stile…”rappresenta l’integrità del sogno vissuto da ogni rider nel rispetto della propria persona. La mission di Zenta è fare entrare nel cuore di ognuno lo Snowboard per come lo avrebbe concepito fuori da ogni moda, schema o paradigma. Zenta è un luogo dove si incontra gente che ha una passione in comune, ma ha la capacità di far nascere nuove amicizie e nuovi interessi. Zenta è una spiaggia dove la gente approda alla ricerca e alla scoperta di un camp professionale sulla pratica dello Snowboard, una settimana di vacanza e di divertimento, ma anche un’avventura guidata dalla curiosità dello Snowboard e della neve estiva. Zenta è un camp all’altezza di ogni aspettativa, senza presunzione, senza falsa modestia. Zenta rappresenta la prova che si può fare Snowboard all’insegna del divertimento, delle ambizioni e della passione. Capisco che questa possa sembrare una descrizione di parte, ma è quello che sento di dire, Zenta mi da molte soddisfazioni e mi rende felice perché per me ha lo stesso significato che hanno la parola Snowboard, e la parola Insegnamento. E ogni stagione che finisce lo capisco di più….

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Dove operate principalmente?

Principalmente a Les 2 Alpes dove siamo nati.
Li organizziamo camp tutta l’estate e siamo sempre presenti con il camp dei Santi in occasione del Mondial du Snowboard in programma anche per ques’anno, dal 29 ottobre al 2 novembre. Zenta si sposta anche in altri territori. Abbiamo fatto camp nello Utah e in diverse località ltaliane. Per ques’inverno ci stiamo organizzando per aprire una sede a Madonna di Campiglio dove io insegno Snowboard da 10 anni.

Da chi è composta? Ci presenti lo Staff?

Ci sono settimane nelle quali lo staff arriva a 25 componenti.
Parliamo di quelli che vivono e lavorano insieme tutta la stagione.
Michele Bimbi, (Io) e Davide Villermoz (Willy) sono alla guida, ma Zenta è il risultato della collaborazione di un gruppo di persone legate da un solido rapporto di amicizia. Io e Willy siamo legati da un’amicizia decennale extra Snowboard, siamo come fratelli e ci compensiamo a vicenda, come si compensano le persone che compongono lo staff.
Willy, è maestro insegna per Zenta e si occupa della parte commerciale, se possiamo dire così. Sponsor contatti sul luogo, rapporti con la stazione, organizzazione degli arrivi, presentazioni e programmi, gestione e coordinazione dei maestri; tutto quello che riguarda l’organizzazione. Ha una lunga esperienza alle spalle del mondo della neve. Dalla nazionale di sci ad uno dei più famosi Snowbordshop italiani. Ora è il direttore della scuola di sci di Pila che è la più grande scuola d’Italia.
Io insegno e curo la parte tecnica di Zenta, organizzo le lezioni tecniche. Nel settore freestyle sono appoggiato da Davide Lantermoz. Uno dei miglior rider italiani.
Davide è un grande maestro, con molta esperienza sul campo, appassionato dell’ insegnamento freestyle Con lui cè un rapporto di collaborazione e di amicizia molto forte. Ci motiviamo a vicenda nella ricerca dell’insegnamento del freestyle, che pur mantenendo certi schemi si evolve continuamente. Curo il video Zenta, mi occupo di far si che alla fine della settimana ogni partecipante ai camp abbia un dvd della settimana trascorsa con noi, ricordandogli i momenti più emozionanti del camp. Questo dvd per noi è molto importante, viene dato gratuitamente e rappresenta alla perfezione la settimana, tipo, Zenta.
Angela è responsabile del motion grafhics del video e della grafica di Zenta,
ne gestisce in maniera eccellente l’immagine e il concept. Lei è un graphic/information designer appassionata di illustrazione tipografia e animazione, si è formata e vive a Londra ma siamo in contatto con lei 24/24 ore.
Ilaria e Jessica sono le due nostre perle dell’accoglienza, sono la voce di Zenta quando bisogna rispondere a domande e richieste e ad ogni possibile interrogativo.
Federico è il nostro videoman. Oltre riprendere i momenti da immortalare sul video Zenta ed alle riprese tecniche è affiancato da Jessica, sul campo, per l’organizzazione di tutte le attività pomeridiane. Tappeto elastico, bungee jumping, downhill bike, rafting, guerra simulata, ecc.
Willyno insegna e si occupa del centro test tavole e attacchi Salomon Nitro e Volkl,
oltre ad essere il nostro dj durante le famosissime Fita Zenta.
Tiziano insegna, è un vero biker conosce tutte le piste della stazione e accompagna i ragazzi in questa attività.
Alberto, Zava insegna, è un amico di vecchia data, esperto Freerider allieta con dibattiti su questa disciplina, che è la sua passione.
Molti altri Maestri, salgono per una o più settimane, a volte per insegnare e altre volte per trascorrere alcuni giorni sulla neve con noi: Valerio, Ale, Max, Checco, Manuel, Sandro, Bruno, Ramiro, Luca, Fette (skier), Ivo, Alessio, Gherry, Gabriele…..
Non bisogna dimenticare che il cuore di Zenta sono i rider che animano e rendono uniche le nostre settimane.

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Com’è nato il progetto e quali difficoltà avete avuto nel crearla?

Il Progetto è nato dalla voglia di poter decidere come e cosa prediligere nei nostri camp con l’intenzione di creare una struttura che ci desse la soddisfazione di sentirci sempre a casa. Le difficoltà sono state quelle normali, che si devono affrontare quando si parte con ogni nuovo progetto, ci hanno arricchito come professionisti e ci hanno reso più uniti come staff.

Estate, inverno. Gli snowboarders hanno sempre la stessa voglia di neve?

Gli snowboarder hanno sempre voglia di neve estate e inverno anche quelli che non lo sanno !

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Quali sono le maggiori problematiche nell’organizzare Snowboard camps?

Ovviamente le problematiche sono quelle di ogni altra attività.
Avere l’idea di creare un camp di Snowboard è la cosa più facile.
Poi si passa al network di contatti, alla scelta dello staff, alla promozione e alla gestione di tutti questi elementi affinché i nostri rider si godano lo spettacolo senza cadere negli intrighi del “dietro le quinte”.

Le società impianti a fune vi supportano? C’è comprensione verso l’importanza del vostro ruolo nel settore turistico?

Nella stazione dove lavoriamo per la maggiore, (Les 2 Alpes) il rapporto con la società degli impianti è ottima, ci ascoltano e collaborano con noi ogni volta che si presenta il bisogno. Willy in questo è un maestro, è il vero local di Les 2 Alpes, parla francese perfettamente, è conosciuto e rispettato molto dalla gente del posto, per la sua esperienza e cordialità.

Ghiacciai e neve… quest’anno sembra essere stato uno di quelli “buoni”. Il ritirarsi dei ghiacciai vi sta creando problemi?

Ti sarà arrivata la voce quest’ anno non ha sbagliato una settimana, la neve sempre di ottima qualità, il park sempre operativo e da paura, una gran stagione direi… Il ritiro dei ghiacciai sarà un grosso problema al quale la gente di tutto il mondo e di qualsiasi sport dovrebbe interessarsi, soprattutto perché condizionerà la vita di tutti gli esseri umani dei prossimi 50 anni.

Collaborate attivamente con le società che gestiscono gli Snowpark in cui operate?

Si, a volte loro ci chiedono consigli e a volte non facciamo richieste. Tutto sempre nel migliore dei modi. Ovviamente noi siamo sempre a favore di ampliamenti dell’ area freestyle, per noi spesso è importante avere molte strutture facili e accessibili a tutti. Questa stagione ha visto crescere ancora il park e ampliare le aree più facili. Per l’anno prossimo ci hanno garantito ancora più strutture facili e un rinnovamento delle strutture mobili, rail box ecc.

Progetti per il futuro?

Tanti… Veramente. A breve il più importante è Zenta inverno. Oltre a Madonna di Campiglio dove stiamo lavorando per creare un punto Zenta, avremmo intenzione di proporre alcune date itineranti anche al sud, un camp extra oceano e qualche camp specifico freestyle con me e Davide Lantermoz ti darò prossimamente notizie più fresche e aggiornate.

Saluti e ringraziamenti

Ringrazio a nome di Zenta Tutti gli sponsor che ci hanno supportato Salomon Nitro Volkl Dakine Arnette Budweiser e un particolare saluto a tutti coloro che sono stati ai nostri camp, tutti coloro che ci verranno a trovare….
Ringrazio Te e SnowGang, per questa chiacchierata.



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Inviato da 3Nta | il 15/10/2008 | 2592 letture
Interviste Prosegue il nostro “itinerario” per scoprire i fotografi freestyle… questa volta con uno dei più attivi in Italia, Riky infatti oltre che fotografo è anche redattore e collaboratore di diversi magazine…

SCHEDA.
Nome e Cognome: Richard Felderer
Eventuale soprannome: no
Home town: Milano
Età: 38
Bevanda preferita: Amarone
Cibo preferito: Orata al sale
Musica preferita: Non ascolto più musica.
Libro consigliato: Slightly ou of focus, Robert Capa - La morte sospesa - Joe Simpson
Film consigliato: C'era una volta in America
Sito web: www.snowbox.it

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GEAR:Nikon
Camera: d200-d700
Lens: dal 12 al 300
Flash:Nikon, Metz, Elinchrom
Editing Program: Lightroom e Photoshop


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Quando hai iniziato a fotografare e da quanto tempo pubblichi? solo snowboard o anche altro?

Ho iniziato nel 1994, quando mi sono rotto le scatole di studiare. Ho fatto un corso biennale a tempo pieno, poi ho cominciato a lavorare. Inizialmente facevo qualunque cosa! Dai test con le modelle ai matrimoni a.. tutto! Poi mi sono specializzato in sport di montagna. Ultimamente ho cominciato anche a fare qualche foto di freeclimbing, ma solo per divertimento.

Perché lo snowboard?

Perché ho cominciato a fare foto per Freezermag, un freepress fatto da Marco Contati che partiva dallo skate allo snowboard per fare cultura, un progetto molto ambizioso e divertente. Inizialmente curavo la parte relativa all'urban e al fashon. Poi siccome facevo snowboard, ho cominciato a fare un po' di foto alle gare e... eccomi qua!

Rider. Bambi Fs360
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Quanto tempo dedichi in un anno agli shooting trip?

Negli ultimi anni sempre meno, ormai sono iperpreso dall'attività di editore, e gli shooting si riducono a una ventina all'anno, molto concentrati e organizzati. I rider che vengono con me l'hanno imparato, e, per farvi un esempio, l'anno scorso con Simon Gruber abbiamo fatto 3 kicker in fresca in un giorno, con una decina di trick chiusi.

Quel è la tipologia di rider con la quale preferisci lavorare?

Quelli che amano lo sport e la montagna, e che si sbattono! Quelli che stanno bene in aria! Che non è esattamente stile, ma ci siamo molto vicini. Comincio a non sopportare più quelli che se la menano e che tirano fuori scuse. Se hanno amici fotografi che hanno tempo da perdere, chiamino loro. Se oggi la neve è troppo bianca... cambia sport! Se c'è neve qualcosa si fa sempre. Ad esempio con Matrao in un giorno veramente brutto, con pioggia, abbiamo fatto un wallride, di quelli abbastanza "nazi". Matrao non ha mai fatto street, va detto questo! C'erano ragazzini che potevano essere suoi figli che non riuscivano a fare quello che Matteo, a 35 anni suonati,continua a fare. A fine giornate era contentissimo e si prendeva in giro sul fatto che a 40 anni comincerà coi rail! Che ridere!
Ecco: questo è il tipo di approccio! Vuol dire che ti piace andare in snowboard! E allora sei dei miei, per sempre!

Fs7 Dieter Nicolodi
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Qual è stato lo shooting che ricordi più volentieri?

Sono tanti... veramente troppi! Aspetta: con Giacomo e Filippo Kratter al Foscagno, oppure sempre con loro a Flumserberg, nel 2001 credo. Ma anche quelli con Alexeja & Friends a Skt. Moritz, in Chile con Huffman, Chasta e Goller, o sull'Etna con Werner, in Valgrisa con Rudy e Emilio, a Tandadalem con Lele, che mi hanno perso i bagagli e sono stato una settimana in jeans e felpa in zona circolo polare.
Ma poi a Mammoth, Mt Hood, ogni viaggio, dal mote Pora all'Alaska ti da qualcosa, sempre. Sai che ora che ci penso praticamente non ho ricordi negativi?

Digitale ed analogico... cosa ne pensi?

Che il digitale è una grande fregatura! Perché ti mangia il tempo: la fase di post produzione è eterna.

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Snowboard mag… cosa fai di preciso? Com’è nato questo progetto?

Sono socio della ditta Kicker s.r.l. con Roby Moresi e Gabriele della Fonte. Con Kicker facciamo la rivista, il sito snowbox, i video di snowboard e altri progetti paralleli su altri fronti. Io mi occupo di magazine e distribuzione. Oltre che essere fotografo e giornalista. Lele si occupa di video e web (snowbox.it) menrte Roby è il direttore commerciale, cioè va a cercare i soldi che Lele e io spendiamo!

Con Snowmap invece?

Come sopra, Snowmap fa parte dello stesso progetto

Il primo numero di Snowboardmag
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Lavorare in Italia e all’estero… quali sono le maggiori differenze?

Che domande: i soldi e la serietà! L'Italia è il paese dei balocchi, la terra dei cachi in cui i governi hanno rappresentato fedelmente l'elettorato. Tutti convinti di essere i più furbi. Di qua e di là, non faccio distinzioni. Con la conseguenza che siamo abbastanza poveri, molto indebitati, che paghiamo a 90-120 giorni (spiegalo a un Tedesco, non capirebbe). Un posto dove le professionalità vengono prese sottogamba e di conseguenza poco rispettate. In Italia tutti sappiamo fare tutto, poi lo facciamo e male. All'estero se vogliono una casa fatta bene chiamano un professionista, non dicono al cugino di fare due foto col cellulare che tanto è uguale!

Come vedi il futuro per l'editoria snowboard in Italia?

Difficile! Ma c'è. E il fatto che sia diffilile lo rende stimolante. Il mondo della comunicazione è in continua evoluzione e ogni "media" sta assumendo un suo valore e una sua valenza. Quindi la carta, il web, il video, la comunicazione diretta, ognuna di queste forme di "editoria" ha dei vantaggi e degli svantaggi, dei valori e degli sprechi. È dalla capacità di analisi e valorizzazione di questi fattori che secondo me si determinerà chi vince e chi perde.

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Hai qualche consiglio da dare agli emergenti fotografi?

Non regalate mai una foto. E se qualcuno vi dice: sto investendo su di te, probabilmente ti sta fregando!

Saluti e ringraziamenti

Quelli classici! Non fatemi fare nomi! Ciao a tutti!



Inviato da 3Nta | il 09/10/2008 | 1472 letture
Interviste Elena Rota ha scambiato 2 chiacchiere con un altro fotografo del settore freeestyle, Olaf è nel giro da un bel pò di tempo e lavora in tutti i "settori" freestyle... buona lettura!

Nome: Olaf
età: 32
Hometown: Evreux F, Calais F, Bergamo, Bologna, Torino, Milano... Quando mi chiedono "di dove sei?" ho sempre una qualche difficoltà a rispondere!
Current Location: Tra Torino e Milano.

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GEAR:
Camera: D3, Nikon FM2: piccola, leggera, semplice e completamente manuale; F4, anche se non la sto più usando.
Lens: 70-200 e 15mm fisheye per foto d'azione, 12-24 per reportage e sequenze da montare, 20mm e 50mm per reportage e lifestyle.
Flash: Lavoro con tre fino a sei Metz 45 e 60 servo flash che cadono, si rompono e ricompro su ebay a ciclo continuo; se ho bisogno di qualcosa di più per shooting in notturna sulla neve, affitto dei Prophoto; SB800 per lavori non attinenti lo sport.
Camera bag: Lowe Pro Compu Trekker II ogni volta che posso stare leggero, Lowe Pro Photo Trekker II e Tamrac Expedition 8 negli altri casi.
computer: MacBook Pro 15", 2.4 GHz, 7200 hd, 4 giga RAM, yo!
Editing Program: Lightroom come browser, RAW editor e batch, Capture e Photoshop per tutto il resto.

Quando hai inizato a fotografare e da quanto tempo pubblichi?

Ho iniziato intorno al 1999 per Chopper, una fanzine di BMX... Prima pubblicazione in edicola, credo Freezer nel 2001. No spe, Freezer non usciva in edicola!

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Quanto tempo dedichi in un anno agli shooting trip?

Lo scorso anno veramente poco, pochissimi mesi: ero troppo preso a lavorare davanti al computer per Baco. Da quando ho lasciato la redazione sono stato più tempo in giro che a casa... Ma non sempre erano shooting d'azione.

Quel è la tipologia di rider con la quale preferisci lavorare?

Ovviamente mi piace lavorare con rider che vogliono contribuire a creare una immagine particolare, che non siano semplicemente intenzionati a vedere documentati i loro trick. Sono quelli che stanno attenti a non appoggiare lo zainetto o la giacca all'interno della tua inquadratura.

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Qual è stato il tuo shooting più lungo?

Uno shooting di posato di oltre dodici ore, in cinque diverse location, nessun budget: inutile dire che non è venuto fuori assolutamente nulla di buono e dopo anni c'è ancora qualcuno che mi ricorda quanto fossero pessime quelle fotografie...

Dal DAMS alla fotografia di snowborad, quel è stato il passo?

Avevo smesso di skateare poco prima di iniziare l'università, ma nel giro di pochi anni sono stato risucchiato nell'ambiente sport freestyle per altre vie... E quando tutte le ossa ti fanno male e non hai più voglia di cadere, fare fotografie può essere un buon modo per rimanere nella scena, road trip e tutto il resto! Ho fatto l'università più per cultura personale che non perché credessi mi avrebbe aiutato a trovare lavoro... E infatti dopo la laurea, nonostante la lode, ho mandato in giro giusto un paio di cv... Ho continuato a sperare di poter lavorare in questo ambiente.

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Hai qualche consiglio da dare agli emergenti fotografi?

Sì: siate umili ed estremamente critici nei confronti del vostro lavoro, ma allo stesso tempo non svendetevi. Se proprio volete regalare i vostri scatti in cambio della prima pubblicazione, pretendete di farvi pagare dalla volta successiva.

Come vedi il futuro dello snowboard?

Potrei predire una sempre maggiore attenzione del mainstream a causa di Olimpiadi ed X-Games, con due o tre nomi di atleti conosciuti da chiunque. Non credo che questo snaturi lo snowboard creando un grande distacco con il core, come invece sta succedendo con lo skateboard e la BMX.

E come vedi l'editoria freestyle in Italia?

Nonostante riconosca l'importanza delle riviste per la scena, e io stesso sia un grande patito di riviste, ho deciso di non collaborare più con le riviste italiane di freestyle. Certamente mi capita ancora di pubblicare, ma per fare un favore ai rider o ai clienti. Molti dei fotografi italiani sono dei professionisti con ottime capacità e che affrontano grossi investimenti in materiale e per gli shooting: ma pubblicare sulle riviste italiane significa riuscire a coprire a malapena le spese, e il discorso degli editori è sempre lo stesso: "questo è il tariffario, se non ti va bene prendiamo le foto di qualcun altro". Ho deciso di smettere di lamentarmi e di non pubblicare più a queste condizioni, ma non mi sembra che la mia scelta sia seguita da altri fotografi... Peccato.

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Digitale ed immagine, analogico e editoria... cosa ne pensi?

Personalmente, nonostante io sia un grande appassionato di fotografia in pellicola, sto scattando quasi esclusivamente in digitale: anche scatti singoli, non solo sequenze come facevo prima dell'acquisto della D3 e della concomitante impossibilità di usufruire dello scanner a CCD centrale di Baco. Continuerò però a scattare in bianco e nero e divertirmi in camera oscura.
Devo ammettere che la qualità dei sensori che equipaggiano le nuove digitali è uguale se non addirittura superiore a quella delle migliori diapositive... E se fino a pochissimo tempo fa i photoeditor dovevano opporsi all'idea di utilizzare soprattutto foto digitali, ormai possono cedere alle pressioni degli editori che con immagini digitali lavorano più velocemente ed economicamente. Lavorando con riviste estere si continuerà ad avere richiesta di scatti in diapositiva, magari in 6x6, per ragioni stilistiche e di prestigio piuttosto che per una effettiva qualità dell'immagine stampata; in Italia invece alcune rivista già pretendono esclusivamente immagini digitali, per fare economia, fregandosene del prestigio proprio e del fotografo.

Fotografo - direttore editoriale, fotografo - adv, fotografo e produzione fotografica... quali collaborazioni completano la tua indole di fotografo?

Mi ha fatto molto piacere lavorare come photoeditor per Baco, dialogando con altri fotografi: la cosa più difficile è stata scegliere le fotografie dei miei colleghi con occhio obbiettivo, senza far predominare i miei scatti o il mio modo di scattare, ma allo stesso tempo ho avuto la soddisfazione di poter interagire con loro per migliorare il prodotto editoriale; ho dovuto però constatare come tutta questa passione e queste capacità fosse frenata da chi ha in mano la rivista... E so che lo stesso vale per altre testate. A questo punto devo dire che da più soddisfazione lavorare con delle ditte o con gli uffici stampa: maggiori investimenti, ma anche maggiore fiducia nella scena italiana.
Per completarmi sto ora affiancandomi a fotografi di moda, per imparare come muovermi all'interno di uno studio. E' qualcosa che mi manca.

Fotografia: approccio alle diverse tipologie di soggetto. Perhcè lo snowboard?

Lo snowboard è solo uno dei tanti soggetti che fotografo, e neppure uno di quelli a cui mi dedico maggiormente. Lo fotografo per ecclettismo e per completezza nel portfolio; perché mi trovo bene con molti snowboarder e con alcune persone del giro; ma anche per battere cassa.

Grazie mille, ciao a preso!

ciao



Inviato da 3Nta | il 29/09/2008 | 5013 letture
Interviste INTRO
Pisu abita a Innsbruck, oltre ad essere un ottimo rider collabora direttamente alla manutenzione e realizzazione di diversi park in Trentino...

Nome e Cognome: Alessandro Pisoni
Soprannome: Pisu (Drastiko)
Età: 12 forever
Residenza: Innsbruck
Snowboard dal: 1996
Regular o Goofy? Goofy
Home resort: Tirol
Trick favorito: First track
Bevanda preferita: vino in Italia, birra in Austria
Cibo preferito: quello della mamma
Libro consigliato: Momo
Film consigliato: L'odio, Evilenko
Sito web: www.100-one.com
Sponsors: 100-one. Smith, Moka street wear, Palmer, Dtr

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Chi sei e come mai ti stiamo intervistando? :)

Sono Pisu di Trento, faccio snowboard da 12 anni (azz!!), mi sono laureato in architettura a Venezia e ora mi specializzo in Austria. Mi stai intervistando perchè sono gay e ti piaccio...

Quando hai iniziato a fare snowboard e chi/cosa ti ha maggiormente motivato nel progredire?

Ho iniziato appunto nella stagione '95/'96: andavo con gli sci in Bondone (me li avevano regalati i miei da poco, quindi volevano che li usassi), lì noleggiavo uno snowboard soft con attacchi rigidi e usavo gli scarponi da sci, e comunque si saltava... che figo... poi ho comprato la mia prima tavola Hazard 147 della Nitro: la ho ancora a casa... che bella la prima tavola. Quello che mi ha motivato di più nel progredire sono stati i miei amici: Ale Ercolini (mi ha insegnato lui) e Max Pisoni (non siamo parenti). Sono entrambi morti in moto... cazzo ragazzi, state attenti quando uscite!!! Teo, Dieter e poi Fabio 100-one con le prime sponsorizzazioni.

Bondone '96
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Com’era la scena trentina quando hai cominciato e com’è ora?

La scena trentina di allora erano 8 rider in tutto. Ci conoscevamo tutti, erano tutti o quasi molto più grandi di me. Mi ricordo Bozzo e Bonno che erano sponsorizzati Hammer. Io li vedevo come Terje e Daniel... li vedo così anche oggi... Adesso ci sono un paio di rider veramente forti, ma secondo me purtroppo non ci sono stati i mezzi per crescere in questi anni... e di conseguenza neanche i rider. Mi dispiace per i ragazzini, è veramente un peccato, perché ci sarebbero dei boci veramente talentati, ma se venite a Innsbruck vi ospito volentieri.
CIAO BOCI

Raccontaci dei 4grep…

EHEHEHEH 4G... una lunga storia tra amici... cominciata ancora quando a 14 anni andavamo a sk8are in giro per Trento o nel mio capannone. Poi abbiamo scoperto lo snowboard, e lì ci siamo ritrovati ancora di più, fino ad arrivare a vincere la Volvo Cup a Campiglio e la finale a Livigno. Lì è stato l'apice del 4G. Quel giro abbiamo vinto 6.000 €, che poi ci hanno tassato... eheheheh bastardi. Ora stanno crescando gli Youth 4G vedremo cosa combinano

Benki e Teo 4G
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Progetto Dreamproject e gestione di snowparks… cosa state facendo? che lavoro svolgi? Quanti park segui/seguite direttamente?

Due anni fa dopo aver progettato il park in Bondone e in Folgaria, mi hanno chiamato a progettare un park in Polsa: il Double park. Visto che la cosa stava prendendo una buona piega ho deciso di fondare una società per gestire al meglio questi lavori e dare agli snowboarder trentini e italiani strutture di livello. Così ho chiamato due “colleghi” e abbiamo fondato la Dreamproject per progettare e costruire parks.
Io mi occupo di tutta la parte iniziale: progettuale e grafica fino ai 3D dei vari progetti, e sono presente alla prima realizzazione dei park.
La scorsa stagione seguivamo 4 park; da quest'anno purtroppo la D.P. non esiste più. Comunque continuo questo lavoro in proprio su richiesta delle stazioni sciistiche e dei miei amici.

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Quali sono le principali problematiche nel progettare e gestire uno snowpark?

Nel progettare un park non ci sono molte problematiche perché sulla carta va sempre tutto bene, sia agli operatori che alle società impianti. E' nella loro realizzazione che si incontrano molti problemi: il maggiore è la poca competenza in questo settore, dal gattista ai mezzi, alla disponibilità dell'innevamento artificiale. Le piste sono piatte e facili da mantenere, mentre un park richiede molte più ore e passate col gatto. LA MIA PROPOSTA E': oltre a corsi per shaper con la pala in mano, è fondamentale tenere corsi per shaper-gattisti, perché uno shaper-gattista può costruire, da solo, un park medio in due giorni.

Società impianti a fune… stanno realmente dando importanza al freestyle?

Ma domande un po' più semplici? tipo ti piace di più la pizza o la gnocca? Discorso società impianti a fune mooooolto complesso... in questi anni di esperienza diretta con direttori e ingegneri di varie società posso riassumere così: finché non vedono i soldi, finché insomma non c'è uno sponsor che investa nella diretta realizzazione del park, non si muovono.... In Trentino l'unica persona che ha investito nello snowboard senza chiedere niente di ritorno è stato Fabio 100-one, e adesso sta raccogliendo meritatamente i frutti.

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Parliamo un po’ di materiali…Quale tavola usi? Perchè proprio questo modello? Che settaggio utilizzi? (passo, gradi ecc)

Negli ultimi due anni ho usato tavole Palmer, mi sono trovato molto bene; questa stagione usavo una Flash 157 e una Pulse 158. La Flash per fare rail e Jibbing anche se per salti medio-piccoli va benissimo, la Pulse per saltare in park ma soprattutto per saltoni in fresca, una tavola favolosa. Come attacchi assieme alla Palmer ho cominciato a usare SP Danny Kass, vanno molto bene, ma ho visto che gli attacchi sono quasi tutti validi... il settaggio lo faccio un po' a occhio finchè non mi trovo bene in base a quello che devo fare: fresca, saltoni, rail, street... per quanto riguarda i gradi, resto sempre e comunque tra i + 21 e - 12

Da un bel po’ di tempo ti sei spostato a Innsbruck e inserito nella scena austriaca…. Ci racconti? Cosa è successo? Com’è li? È stato facile inserirsi?.... che sensazione hai quando torni a fare snowboard qui?

Cosa vi posso raccontare, sono venuto qui per finire l'università, imparare una nuova lingua (non sapevo niente di tedesco, terribile!!!) e ovviamente migliorare il mio riding... qui siamo nella capitale europea dello sci e degli sport in generale, sono tutti inscimmiati duro.... quando nevica la mattina presto la gente si riversa negli autobus e corriere (gratis se hai la tavola o gli sci) e si va tutti a far fresca, dal bambino con la mamma sulla slitta, il poser, il super tecnico, il maestro e l'anziano super (un giorno ho conosciuto un primario settantenne L. capelli lunghi e bianchi che scende più veloce di me in fresca, un tipo strafico)... insomma avete capito che qui spaccano tutti, soprattutto con gli sci, sono loro che ti passano sopra la testa. Ci sarebbero tante storie da raccontare senza andare in America, solo che qui la lingua è più difficile, anche se la gente è più sciallo. Inserirsi è stato un po' difficile soprattutto per la lingua che non conoscevo per niente, adesso va meglio. Quando torno non c'è un paragone... hai detto giusto: è la sensazione ad essere diversa... le montagne sono diverse e la neve anche: qui ti senti immerso nella natura, le montagne sono più crude e rocciose... fa un po' paura a dire il vero... ma è favoloso. In Trentino mi sento più tranquillo e mi piace andare a trovare i miei amici a Campiglio e in Bondone...

Quale snowpark austriaco ci consigli?

Spaccano tutti, ma la stagione passata Mayrhofen mi ha lasciato senza parole... da quando è arrivata la Vans al posto di Burton il park si è triplicato: bello, grande e perfetto; giri veramente tranquillo ogni giorno anche sulla linea di salti pro da15 a 18 metri.

Quali sono i riders che ti hanno ispirato di più e con chi giri più spesso tra gli stranieri?

I rider che mi hanno ispirato di più... Dieter Nicolodi. Un grande amico: in snowboard ha uno stile bellissimo ed è molto bravo, secondo me non è stato valorizzato giustamente e non è stato pompato per niente, ancora 8 anni fa quando mi girava i bs 7 davanti.. non parliamo mai di snowboard quando siamo insieme. Se proprio dobbiamo, andiamo a farlo. Anche Benki è un grande amico e mi piace come gira... anche lui modesto e concreto.
Tra gli “stranieri” giro con gente del posto, da Innsbruck a Mayrhofen, ma qui come vi ho già detto sono tutti a un buon livello e non se la menano tanto, ogni tanto mi capita di girare con rider forti ed è bello perchè ti pompano... ma la stessa cosa vale in Italia.

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Architettura, hai recentemente progettato il nuovo negozio del 100-one a Rovereto… cosa deve avere uno snowbaord shop per dare l’impatto giusto?

Per dare l'impatto giusto si deve avere l'architetto giusto.
Questo progetto è stato fatto in tempi record. La cosa che si deve avere per raggiungere un buon risultato è la comunicazione tra il progettista e il committente: ogni settimana si teneva un meeting tra il capo cantiere, Fabio, me, Michele, Thomas e Mauri, e si discuteva su come andare avanti. Eravamo un team e qualunque cosa avessimo prodotto sarebbe stata un buon lavoro... non per falsa modestia ma perché lavorando bene e in gruppo si ottengo sempre buoni risultati.
Un particolare ringraziamento va al mio collega Arch. Michele Roccabruna.

realizzazione nuovo 100-one
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Che progetti hai per questa nuova stagione?

Progetti ne ho tanti, come all'inizio di ogni stagione, dal finire l'università, a nuovi progetti architettonici, video, foto, report di snow dall'Austria, pompare le nuove leve (boci) e il 100-one....poi si vedrà...

Saluti e ringraziamenti

Grazie alla mia famiglia e a Fabio 100-one, poi a Moka, Smith e Palmer.
Einen besonderen Dank und liebe Grüße an meinem Schätzchen.
Un saluto e grazie a: te, Dieter, Benky, Leonardo, Alberta, Teo, Terra, Skalet, Mira, Paco, Fulvio, Sandro, Mauri, Ale Ercolini, Max Pisoni, Pea, Righi, Bonnooo, Bozzo, Fizza, , Daniel Weihrauter, Dave, Kamigazza, Sok….in particolare a voi di Snowgang che siete sempre un gradino sopra agli altri siti, offrite una possibilità concreta a tutti di dire la propria senza censure, riportando notizie e news non dettate dal trend o dagli sponsor, bravi continuate così!!!
Pisu



Inviato da 3Nta | il 22/09/2008 | 3286 letture
Interviste Elena Rota ha scambiato 4 chiacchiere Alo Belluscio, fotografo professionista e redattore della rivista 4skier... buona lettura!

Nome: Alessandro Belluscio
Nick: ALo
Età: 27 anni
Residenza: provincia di Torino
Da Quanti anni Freeski? Con 4skiers sono alla terza stagione, col freeski circa 2 anni prima, quindi direi quasi 5.
Bevanda preferita: direi Cola, ma anche un buon vinello in compagnia è sempre piacevole
Cibo preferito: Qualsiasi cosa, forse però quando mi metto a impastare la mia pizza…
Libro consigliato: Non mi sento un gran critico di libri, seppur abbia ricominciato a leggere con gusto. Parlando di fotografia mi viene da consigliare la serie di Ansel Adams, oppure ho terminato di recente Gomorra di Saviano, gran libro!
Film consigliato: I film di Tarantino in particolare e poi Motivati, gran skimovie!
Sito web: www.alessandrobelluscio.com
.... single… ahahah!!!

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GEAR:
Camera: uso di tutto, non ritengo la macchina così influente , lavoro con corpi digitali, 35mm e medio formato.
Lens: dal fish al 300 mm
Flash: Qualcuno, non sto a guardare tanto la moda, l’importante è che facciano tanta luce!
Editing Program: Lightroom e Photoshop

Quando hai inizato a fotografare e da quanto tempo pubblichi?

Sono parecchi anni che scatto. Fin da piccolo mio padre mi lasciava usare la sua reflex, son sempre rimasto sorpreso di quello che si potesse fare. Poi son cresciuto, gli stimoli arrivavano periodicamente, scattavo per un periodo poi mollavo tutto. Fino al periodo in cui ho abitato in montagna, dove tra Seba e JohnScarafiotti oltre a imparare un po di cose mi è ripartita la passione e non se ne è più andata. Da li foto naturalistiche, primi scatti sportivi e la prima pubblicazione.

Quanto tempo dedichi in un anno agli shooting trip?

Dipende. C’è da dire che abitando a 50 minuti dalla valle di Susa, spesso succede che mi faccia la prima parte di stagione con i local a far street e jibbate. Poi da natale in avanti ci si sposta. Prevalentemente viaggio dai primi di dicembre a finchè c’è neve. D’estate invece il discorso cambia. Di shooting in park non ne ho più voglia e bisogno, tutto visto e stravisto. Ormai quando si lavora , si cerca di razionalizzare le risorse, soldi e energie (di soldi ce ne sono veramente pochi, energie fortunatamente di più). Solitamente si cerca di pianificare le uscite con il filmer in modo tale da poter lavorare bene e con un numero di rider seri avendo il riscontro foto/video. E comunque si viaggia finchè c’è neve, questa stagione è finita a fine maggio.

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Quel è la tua location preferita ? Perchè?

Non è che abbia una location preferita. Ho una sorta di rapporto di amore/odio con la valle che frequento da quando sono nato.
A me piace la montagna, tutta e in tutte le stagioni. Vorrei vedere la maggior parte delle montagne sparse nel mondo per capire tante cose.
Ma c’è anche da dire che alla fine mi piace la valle dove sono cresciuto, come mi piace andare con Lenaz intorno al Palù a Chiesa o con Raffa e la cricca dei livignaschi in giro per Livigno.

Quel è la tipologia di rider con la quale preferisci lavorare?... chi?

Sicuramente quello che si applica, inventa, dialoga e cerca il rapporto diretto col fotografo è gradito. Uno che interagisce mi dà l’impressione che sia interessato alla situazione, mi stimola. Spesso ci sono rider fortissimi, ma se non si riesce a instaurare un rapporto, la situazione rimane la medesima dei contest. Mi piace la gente che pensa, la gente che oltre a pensare al trick spesso da chiudere, considera comunque l’aspetto scenico. Il rider che in quel momento vuole raccontare un qualcosa che va oltre il gesto tecnico. Il rider che si confronta col fotografo per capire se alla situazione è il caso di dare peso o meno. Se il rischio vale lo scatto. Così è positivo lavorare. Altrimenti andrei a scattare ad altro, e non avrebbe senso quello che faccio. Forse è veramente questo che distingue atleti e fotografi di questo tipo dal resto degli sport. A me così piace.

Qual è stato il tuo shooting più lungo?

Non saprei. Alla fine non ragiono per progetti a se stanti. Anche se sono via per diversi giorni, ragiono e lavoro per giornate. In italia adesso come adesso fare progetti a lungo termine è impossibile.
Se comunque devo ricordare… quando al rientro dallo step up a Livigno Jeff s’è ritrovato in slavina e di colpo 100 metri più sotto. Brevi attimi che però non ti fanno finire la giornata in fretta, anzi, fanno pensare e ragionare.
Oppure la settimana trascorsa durante questa stagione, nella “mia” valle con il team Technine. Direttamente dall’usa metà cricca di quel bel video che l’anno scorso si chiamava ColdWorld. Con loro penso di aver vissuto una delle più belle esperienze fino ad ora. L’intera settimana trascorsa con dei rider professionisti (veri professionisti) in giro per le alpi a fare snowboard. Ritmi impressionanti, alcuni giorni si è usciti di casa alle 9 del mattino e si è tornati poi a casa alle 5 del mattino dopo. Ragazzi dotati di un carattere incredibile. Poche paranoie e tanta voglia di fare, e bene.
Comunque lo shooting , essendo quello che faccio un lavoro che mi piace, non è mai lungo. E’ stancante, si, quello si. Però quando hai la fortuna di fare qualcosa che ti piace, penso sia la cosa più bella che ti possa capitare. Lo shooting è lungo quando le emozioni sono prolungate, si sommano o sono talmente intense da dover essere metabolizzate col tempo.

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4skier… cosa fai di preciso e com’è nato questo progetto? Segui direttamente anche altri magazines?

Faccio l’editor. Come un normalissimo editor di snowboard, con la differenza che anziché esserci tanti fotografi di freeski in italia siamo pochini, con conseguenti sacrifici. Il progetto è nato tre anni fa, quando Cristiano voleva provare a fare un mag di freeski, io giravo già da un po con qualche skier e poi il resto l’ha fatto il tempo.
Oltre a 4Skiers collaboro anche con la neonata Snowboard mag., Entry e onBoard. All’estero invece skiing the next level, skiing fall line e con la Freepresse francese, più qualche mag. oltre oceano


Hai qualche consiglio da dare agli emergenti fotografi?

1- Cambiate idea finchè siete in tempo.
2- SAFETY FIRST !!!
3- Non svendetevi per la gloria.
4- Non è una moda

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Come vedi il futuro dello snowboard e del freeski?

Per quanto riguarda lo snowboard non credo di potermi esprimere più di tanto. Sicuramente in italia le cose si stanno muovendo, ma il fatto che esistano in uno stato come l’italia 5 magazine fa anche pensare, un qualche motivo di base ci sarà credo… ma non lo so e non voglio entrare nel merito, preferisco fare le mie cose e portare avanti il mio progetto. Preferisco poter lavorare con qualche rider, con cui si è creato affiatamento e poter fare bene.
Per quel che riguarda il freeski le cose stanno cambiando. Nell’autunno 2008 uscirà Motivati, il primo video di freeski italiano. Le aziende iniziano a capire che la realtà all’estero è affermata da anni, mentre da noi come sempre si gira col freno a mano tirato. Vedo che comunque le cose migliorano. Se all’inizio c’era qualche provvisorio trapianto di persone dall’ambiente snowboard a gestire e organizzare skier, piano piano sempre più persone diventano competenti in freeski, spesso gli stessi skier intraprendono progetti con le aziende stesse, e questo non è che un bene. Di stagione in stagione sempre più gente compare nei park e ai contest. Ragazzini preparati e informati, che ci credono e spesso si fanno trovare preparati alle occasioni che contano. La cosa che si fa notare di più è sicuramente la passione che muove tutta la scena, cosa che nello snow vedo di meno.
Dall’altra mi piacerebbe invece vedere più supporto da parte delle aziende, magari anche li concentrandosi come all’estero su chi veramente si sbatte e merita. Magari provando a collaborare con fotografi qualificati e a dare un immagine di quel che è realmente il freeski, cosa che da noi non è ancora chiara a tutti.

E come vedi l'editoria freestyle in Italia?

La vedo grigia… In teoria il fotografo/giornalista è una professione, si è professionisti. Unico problema, ormai tutti si reputano tali pur considerando che un elefante con la Minox ( www.minox.com/index.php?id=19&L=1 ) farebbe di meglio. Ne consegue la svalutazione che ormai imperversa.
La situazione porta ad avere anche gente che pur avendo capacità e passione dopo 2 pubblicazioni cambia idea dal momento che non si campa di sole foto, in Italia.
Fotografo - direttore editoriale, fotografo - adv, fotografo - produzione fotografica... quali collaborazioni completano la tua indole di fotografo? Porto avanti con tanto sudore il progetto 4skiers ,scrivo e scatto, scatto e scrivo… Collaboro con altre testate di snowboard, pubblico qualcosa all’estero, più altri lavori progetti extrasettore.
Sicuramente il pubblicare all’estero è qualcosa di più gratificante ancora. Se pubblichi, significa che anche chi non ti conosce per niente apprezza il tuo lavoro, alla faccia dell’italiano che ha sempre qualcosa da ridire!
In più da questa stagione coordino gli atleti e faccio consulenza tecnica per Armada italia, uno dei marchi che più di tutti ci ha creduto fin dall’inizio. Una azienda nata da skier per gli skier.

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fotografia: approccio alle diverse tipologie di soggetto. Perchè il freeski?

Non saprei, mi piace, ho sempre sciato, fatto anche qualche gara, poi a un certo punto ho iniziato a stufarmi. Nel mentre scattavo già e in Francia vedevo già molti skier saltare, ho unito le due passioni… Chiaro che non faccio solo freeski, è impossibile! Come potrei altrimenti mantenere il Jet privato?!? Ahahah !!! Faccio anche altri lavori sempre inerenti la fotografia, studio, foto alle gnocche (Astenersi bruttone ahahah ), collaborazioni con altre riviste sia di settore che extrasettore ,poi qualche matrimonio per arrotondare se capita. Un po di freeride e dh in MTB d’estate quando ho tempo.

digitale e editoria, analogico e editoria... cosa ne pensi?

Penso che cambia poco, se devo scegliere per me scatto in analogico. La soddisfazione di una stampa in camera oscura è impareggiabile. E’ chiaro anche che la fotografia non cambia. Unica cosa, col digitale anche il più impedito e incapace si compra l’attrezzatura e si dichiara fotografo, brutta cosa! All’atto pratico il valore delle immagini è lo stesso. Premere il grilletto con l’analogica o il digitale cambia nulla.
Se però i tempi del digitale sono un po più veloci da un lato, dall’altra la pellicola medio formato ha qualcosa di impareggiabile.

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Progetti per il futuro?

Poter viaggiare , viaggiare e poi ancora viaggiare. Magari con rider e/o amici con i quali vale la pensa condividere le esperienze.

Vorresti ringraziare qualcuno?

Ringrazio La mia famiglia che è l’unica che mi ha veramente supportato e sopportato , sempre. Poi John e Seba che qualcosa me l’hanno insegnato e i colleghi che si possono definire veri Fotografi , con la F maiuscola (sapete chi siete). Ringrazio i rider che si sono fidati di me, i rider che si fideranno e i rider di cui mi potrò fidare…
Ringrazio le aziende che mi hanno dato fiducia e che me la daranno.
Un ciao a Danielino e Fabio che da lassù ci guardano.
Grazie Fulvio per l’occasione, e per essere sempre un passo avanti. Altrove non sarebbe stato possibile…
Ciao!

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Inviato da 3Nta | il 17/09/2008 | 4682 letture
Interviste Nome e Cognome: Matteo Meneghetti
Soprannome: dicono Jibmaster
Età: dall’anno scorso non la dico piu’ …va be dai 31
Residenza: Mestre
Snowboard dal: 2001
Regular o Goofy? Goofy
Home resort: San Pellegrino
Trick favorito: dipende quale parte del mio corpo non mi fa male , ultimamente swbs, ma il fs3 resta il top
Bevanda preferita: mojito
Cibo preferito: quello che prepara mamma
Libro consigliato: Codice Genesi
Film consigliato: C’era una volta in America
Sito web: youporn...
Sponsors: BATALEON,DRAKE,CELSIUS,IFOUND,CELTEK,ELEVEN,IS DESIGN,GARBAGE GANG

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SG. Chi sei e come mai ti stiamo intervistando?

M. Sono un ragazzo che fa snowboard , che cerca di dare il massimo delle sue possibilta’, e mi state intervistando perche’ …….veramente non lo so..hahahha

SG .Quando hai iniziato a fare snowboard e chi/cosa ti ha maggiormente motivato nel progredire?

M. Ho iniziato nel Gennaio del 2001 ,grazie alla mia ragazza Monica, all’inizio era un hobby, poi pian piano
E’ divenuto una parte sempre piu’ importante della mia vita,
la piu’ grande motivazione e’ sempre stato lo spirito di competizione che e’ in me, sono veramente un narcisista e mi piace mettermi in mostra, poi ovviamente la continua ricerca del mio limite, non esiste gratificazione piu’ grande di riuscire a fare le cose che non si sarebbero mai immaginate, un po contorto vero?

SG. Easy Park San Pellegrino…. Ci racconti, com’è nato, cosa hai fatto e come mai ora non c’entri più?

M. E’ nato tutto frequentandolo, da utente in erba ho conosciuto Oscar Codemo tuttora gestore del park che vista la mia passione mi ha subito coinvolto nel lavoro del park, poi con gli anni,i miei impegni di atleta, e la necessita di girare , mi hanno allontanato per dedicarmi piu’ al riding che ai park , avevo voglia di essere libero e tenere un park e’ un gran bel impegno.

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SG. Gira voce che gestirai il park di Lagorai…. Ci racconti?

M. Non e’ proprio esatto, daro’ una mano alla costruzione a Milo Miliardi che sara’ il vero e proprio responsabile, e gli gestiro deli eventi, finalmente quest’anno vedrete un contest di rider , dove i rider saranno protagonisti, con strutture a dir poco impossibili e uno spettacolo “Americano” , ma non posso dirvi di piu’ , siamo ancora alla fase embrionale.

SG. Quali sono le principali problematiche nel progettare e gestire uno snowpark?

M. La quantita’ neve che hai a disposizione e’ la cosa fondamentale, diciamo un 50%, infatti chi parte con gia’ dei lavori in terra e’ avvantaggiato, poi i mezzi che ti mette a disposizione la stazione sono un altro 50%, il gatto, la voglia, etc. La competenza nel costruire occupa un altro 50% ……si lo so siamo a 150% , ma per fare un buon park bisogna lavorare una volta e mezza…….beleve me!!!!!

SG. Con chi giri di solito?

M. La costante fissa e’ la mia ragazza Monica, poi ci sono tutti i guys che becco o all’easy, o in giro per l’italia, siamo tutti una grande famiglia e personalmente mi motivo tantissimo a girare con tutti , per depilare ma soprattutto per essere depilato, se dovessi scegliere l’amico di sempre per girare direi Riky Farronato, il mio primo mentore , con lui basta uno sguardo e ci capiamo , e’ la persona che stimo di piu’ in questo ambiente, e non e’ a alti livelli solo perche’ e’ pigro, ne avrebbe per tutti…. garantito…

SG. Park, jibbing, freerdie, backcountry…. a ognuno il suo… sei uno tutto park o fai un po’ di tutto?

M. Sono effettivamente uno tutto park, ma non disdegno tutto il resto, per fare backcountry pero’ ci vuole una preparazione che io non mi sento di avere, (a meno che non ci sia una motoslitta, ma qui i veri backcountrer mi sputeranno) e poi sono stato abituato all’easysnowpark che in un giorno fai 30 run con tre salti a run….fai due conti... e’ difficile tornare indietro.

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SG. Società impianti a fune… stanno realmente dando importanza al freestyle?

M. Un po alla volta, ma siamo ancora lontani da quello che vorrei io, diciamo che adesso investono perche gli tocca, perche non possono piu’ fare finta di non vederci, perche in mezze pubblicita in televisione hanno lo snowboard, perche cominciano a farsi concorrenza, speriamo continuino, anche noi snowboarder pero’ dobbiamo cambiare, basta con l’etichetta dello snowboarder casinista, raga andiamo in montagna per lo sport non per non andare in disco ….mi raccomando

SG. Parliamo un po’ di materiali…Quale tavola usi? Perchè proprio questo modello? Che settaggio utilizzi? (passo, gradi ecc)

M. Io uso una Ewil Twin 155 per lo snowboard di tutti i giorni, piste jibbing park, poi ho due modelli per andare all’estremo , la Riot 155 per i kiker over 15m e’ come l’altra ma piu duretta e reattiva, e una Airobic 151 per concentrarmi sui rail e sugli street rail piu corta maneggevole e morbida. Il passo e i gradi restano sempre gli stessi 63cm +15-15. Reputo importante poter variare per ottenere la massima resa

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SG. Da poco sei team manger Bataleon Italia… quali sono i tuoi progetti? Che idee hai? Com’è lavorare con Bataleon?

M. Si da quest’anno sono anche team manager, una nuova esperienza che mi sta gasando parecchio.. Ho un sacco di progetti , uno tra i quali di riuscire a far girare il team assieme il piu’ possibile per fare “squadra” per sentirci parte di qualcosa, la mia principale idea e’ quella di portare un po di disciplina sportiva nello snowboard freestyle, nulla di nazzista ma un minimo di professionalità come la preparazione atletica e il comportamento, siamo ancora troppo pane e vino per competere con gli altri a livello internazionale , magari i “vecchi” non li cambi ma i giovani…..o ci stanno o li legno!!!!! Vediamo...
Lavorare con Bataleon come atleta e’ ed e’ stato sempre un ottima esperienza , non ho mai avuto problemi con Gabry and co, anzi , sara’ anche perche io sono il figlio che tutti vorrebbero…….(sto scherzando ovviamente), come team manager te lo dico alla fine di questa stagione.

SG. Ci presenti il team Bataleon con 2 pensieri su ogni rider?

- Matteo “matrao” Niccolini un mito del nostro snowboard , infinito , quando ho cominciato lo vedevo nelle riviste e dicevo :”anche io voglio cosi” , non ci sono arrivato nemmeno vicino ,,,,,respect!!!!!!!!!!!!

- Gigi “nija” Cappello un nija appunto ragazzo generosissimo, e privo di ogni paura, potrebbe droppare dalle twin tower se esistessero ancora, solido!!!

-Cristina “hedi” Tuberosa , una vera professionista, e’ cresciuta in maniera esponenziale in questi ultimi tre anni , e mi vergogno a dire che avevo dato un giudizio negativo nel prenderla all’inizio , mi avevano chiesto un parere-…….ho toppato in pieno!!! (pero’ lei non era cosi’ forte ) vai Hedi!!!!!!!!!

-Giorgio “iannino” Morrell una macchina da rail , molto bravo in ogni condizione , e molto freddo ai contest, un po sfigato con gli infortuni…dagliene ianny

-Bylly Fresolone il gigante dal cuore buono, anche lui si e’ rotto tutte le ossa del corpo, un animale da rodeo, nel senso che fa rodeo come se piovesse… va anche in FMX ….sti ca….

- Carlotta Illiano e’ la giovanotta che ha vinto il tour femminile l’anno scorso e quindi si e’ guadagnata un anno di sponsorizzazione, non la conosco ancora ma mi aspetto molto da lei.

- Michele Lobrano: anche lui arriva dal tour della passata stagione , e’ bravo ha talento , ma ancora troppo fancazzista, quest’anno lo sfondo di legnate e vediamo a fine stagione come e’ plasmato

- Federico Triches a lui non manca nulla per sfondare , deve solo credere in se stesso e lavorare come un matto , perche proprio il suo carattere richiede lavoro e tranquillita’ , e’ gia’ maturo, ma a volte lo vorrei piu’ spregiudicato….dalgiene Fede!!!!!!!!

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SG. Quali sono i riders che ti hanno ispirato di più?

M. Travis Parker , Marc Frank Montoya, J.P Solberg stranieri... Matrao, Aie, Tato italiani

SG. Snowboard e famiglia… come lo gestisci?

M. Alla giornata , poi adesso nostra figlia e’ grande e mi segue ovunque …io impazzisco a snobordare con lei!!

SG. Progetti per il futuro?

M. Coronare il sogno di avere una copertina un giorno, sono vecchio , e’ difficile , ma non mi sono mai posto limiti nella vita!!

SG. Saluti e ringraziamenti

M. La FreeOnBord per l’eterno supporto , i miei sponsor,Gabry , La Francy, Pasi, Flippo, Monica, tutto il team , Riky , Oscar, Mone; Giosi, Ile Gia, Ile Cav, Yogy, Topo, Pina, Tato, Facciosnao, Alby farronato , DDP, Jonny, Teo Tia la Garbage Gang e tutta snowgang!!!!

UN RINGRAZIAMENTO AL CICCIO DI NEURO, ILENIA GIACCHETTI, ANDREA RIGANO, PER LE FOTO


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Inviato da 3Nta | il 31/08/2008 | 2183 letture
Interviste

SCHEDA.


Nome e Cognome:  Denis Piccolo       


Eventuale soprannome: Denis the Little


Hometown: Torino


Età: 30


Bevanda preferita: coca cola - con rum per le feste senza rum con la pizza


Cibo preferito: pizza (meglio se in compagnia del mio compagno di pizza zeman)


Musica preferita: tutta quella che non recensisce Rigano


Libro consigliato: mi sono divertito a leggere la biografia di Terry Richardson


Film consigliato: nessun film da consigliare ma guardate Try Again di Random quando uscirà su Sequence, veramente un bel video.  


Sito web: denispiccolo.com


 


GEAR:


Camera: Canon Eos 1D mark III & Hasselblad ma solo per giocare


Lens: 15, 17-35, 28-80, 70-200, duplicatore e per la 6x6 adoro l'80


Flash: Elicrome da esterni


Editing Program: Photoshop e Aperture


 


 


 


Ciao! Sono Denis, fotografo e editore di Sequence Mag, fotografo la scena italiana, e non solo di snow, da quasi 10 anni, e sono stragasato di essere intervistato da voi!!!! go riding


 


Quando hai inizato a fotografare e da quanto tempo pubblichi, solo snowboard o anche altro?


Ho iniziato a 14 anni con la scuola di fotografia a Torino, Perito in arti fotografiche e cinematografiche, in realtà facevamo molte cose ma poche foto....poi i primi servizi di paese (cresime, leve e balli) fino alle prime pubblicazioni su Snowboarder grazie a Murio (che ora è il mio socio!!!), in Italia ho pubblicato un pò ovunque Panorama, D-donna, Sportweek, la Gazzetta, Rollin Stone, Specchio e tante altre...


 



Con Filippo Kratter in USA


 


Perché lo snowboard?


Perchè quando ho iniziato a fare sul serio con la fotografia facevo moltissimo snow e di solito quando non ti pagano per far foto, fotografi quello che ti piace; poi con il tempo qualche soldo è arrivato e mi sono reso conto che da grande non avrei fatto ne il calciatore ne lo snowboarder, quindi mi sono accasato alla life edizioni (snowboarder) per un bel pò di tempo, con Angelo Berto mi sono trovato molto bene, ma poi si cresce e si lascia l'ovile...


 


Quanto tempo dedichi in un anno agli shooting trip?


Non so, non ci ho mai fatto caso, ma penso almeno 150 giorni all'anno, contando che un mese lo passo semprenegli States con Filippo e chi si aggrega ogni anno con noi, forse questa stagione qualche giorno di lavoro in più si è fatto, visto che il nostro nuovo progetto mi ha dato nuove motivazioni...


 



 


Quel è la tipologia di rider con la quale preferisci lavorare?


E' divertente lavorare con molti in Italia, anche se a volte il clima friends poco professionale porta più svantaggi che vantaggi, ma direi che il rider perfetto è Filippo Kratter, anche se poi non è con lui che ho fatto le mie foto migliori, mi trovo da dio anche con Giacomo, Zeman e Olly che sono gli storici con cui lavoro, vere macchine da trik, direi che delle nuove leve Simon è una macchina da guerra e vorrei far più foto con Manuel ma è sempre in giro per l'europa a far contest ed io ultimamente mi dedico maggiormente al lavoro "sporco" della fresca e dei secret spot, quest'anno ho visto una bella scena giovane, sono curioso di vedere cosa succederà.


 


Qual’è stato il tuo shooting più lungo?


La prima volta che sono andato in America con il team Oakley Italia, erano i tempi di Zombies Video, sono stato oltre un mese, ed è stata un'esperienza indimenticabile a livello umano ancora più che a livello professionale.


 



 


Digitale ed analogico... cosa ne pensi?


Penso che la pellicola non deve morire, perchè porta un romanticismo alla fotografia che il digitale ha ucciso, ma indubbiamente il digitale ci ha portato grossi vantaggi, ed ha permesso a tanti fotografi di esserlo senza basi tecniche, e di conseguenza di svalutare il nostro mestiere di artigiani quali siamo.


 


Sequence… cosa fai di preciso e com’è nato questo progetto? Segui direttamente anche altri magazines?


Il progetto è nato in un modo incredibile e fortuito, dovevamo partire con un mag tutto nuovo con tante prospettive ma pochi soldi, anzi senza soldi, ma poi a fine agosto dello scorso anno è mancato il passo decisivo, il classico "calcio in culo al passato",io e Murio invece eravamo convinti di quello che stavamo facendo, e così abbiamo parlato con Paolo (the sequence) e di creare questo gruppo editoriale, per dirla in breve se non potevamo partire da 0, abbiamo deciso di partire da sotto zero, ovvero con un mag che era in crisi, a noi serviva una persona come lui e a lui serviva due persone come noi, Paolo ha avuto il coraggio di ricominciare da capo e noi di non sapere dove saremmo e dove finiremo, però questo ve lo posso raccontare fra qualche anno...sta di fatto che ora siamo qui con il prodotto che conoscete, siamo in tre, tre che nascono dallo snowboard ed hanno fatto molto (penso) per farlo crescere. In italia lavoro ovviamente solo per noi, all'estero ho molte collaborazioni, ma dopo aver pubblicato su tutte le testate del globo, ho perso un pò di motivazione nel girargli le foto, anche perchè considerano pochissimo la nostra scena.


 



Rider. Manuel Pietropoli


 


Lavorare in Italia e all’estero… quali sono le maggiori differenze?


Lavorare con i magazine italiani come fotografo è praticamente impossibile, quindi se non sei un coordinatore o editore non si può parlare di professione, speriamo che con il tempo le ditte capiscano l'importanza della qualità delle immagini in questo sport e investano nella direzione giusta. Collaborare con l'estero e molto difficile non ti basta lo scatto giusto ma dentro ci deve essere anche il rider giusto, poco tempo fa sono stato invitato al SuperPark organizzato a Mammoth da Snowboarder America, fino alle passate edizioni non invitavano fotografi europei ma quest'anno ci hanno dato la possibilità di esserci a me per l'Italia e ad altri 3 per altre testate europee, ma l'unica foto che mi hanno comprato è  uno scatto di Peter Line sulla spina, il resto è tutto materiale di Filippo e Simon che tengo stretto fino a quando non mi daranno l'ok per pubblicare, la cosa certa e che le foto le pagano molto bene.



 


Come vedi l'editoria freestyle ski in Italia?


L'editoria freestyle ski male sinceramente, lo snow esiste editorialmente perchè trascina una cultura fashion non indifferente, quindi le aziende spingono i loro marchi per vendere abbigliamento, scarpe e tecnico, nello ski  non vedo ancora aziende che spingono questo tipo di discorso, secondo me grazie al freestyle lo sci è riuscito a risorgere nei giovani ed io personalmente lo apprezzo molto e mi piace quando vedo snowboarder e skier che raidano insieme.


 



Rider. Oliver Mondino


 


Progetti per il futuro?


Oltre a riuscire a pagare i bollettini inps di quest'anno, abbiamo anche in uscita il catalogo "5th Season" della nostra rivista, che sarà un catalogo-test-guida in uscita a fine settembre, poi un magazine free-press chiamato "Crakers" distribuito in 18.000 pezzi in 600 shop in Italia, parlerà di sneakers e fashion street molto legato allo sk8&snow...ah poi voglio anche riuscire a dare il bianco a casa prima che finisca l'estate...


 


Hai qualche consiglio da dare agli emergenti fotografi?


Di imparare e chiedere consigli ai più esperti, non sentirsi soddisfatti dopo 2 foto in park e dopo 2 pass gratuiti all'Air&Style...di guardare bene le riviste, soprattutto quelle straniere, di non pensare di guadagnare soldi facili, di non pubblicare foto che non ritenete valide e ricordarsi che un fotografo è un fotografo perchè è in grado di produrre immagini di qualità  non solo di snowboard...noi quest'anno abbiamo arruolato alla famiglia un ragazzetto di 17 anni stra-appassionato di fotografia e spero che cresca nella direzione giusta, mi piacerebbe portarlo in giro, spero che faccia poche chiacchere nei blog e tante foto sulle riviste...poi chissà magari mi fotterà il posto di lavoro in sequence...sarebbe figo no? per chi comunque si vuole proporre la mia mail è denis@denispiccolo.com


 



Rider. Simon Gruber


 


Un'ultima cosa...ringrazio voi di SnowGang perchè come pochi altri siti in Italia, informate sempre e comunque delle news, senza selezionarle in base a criteri pubblicitari e senza chiedere mai niente in cambio, ma sempre seguendo una linea giornalistica vera, sono incredulo che certi web-site esistano ancora e si propongono come siti informativi, non pubblicando news che non siano dei loro clienti...una vergogna...un passo indietro verso l'informazione e verso la crescita dello snowboard in Italia...


ciao a tutti da Denis


 


 


Grazie mille!


Ciao a presto!




Inviato da 3Nta | il 30/07/2008 | 2648 letture
Interviste INTRO:
Fizza è uno dei grossi nomi per la fotografia snowboard in Italia... conosciamolo meglio...

Nome e Cognome: Lorenzo Verdinelli
Nickname: Fizza
Hometown: Trento
Età: 27
Da Quanti anni snowboard? Ho iniziato se non ricordo male nel 96-97
Regular o Goofy? regular
Bevanda preferita: una bella birra ghiacciata o un bicchiere di buon vino, dipende dalle situazioni
Cibo preferito: mi piace molto cucinare , e non riesco a resistere ai fiori di zucca.
Libro consigliato: per chi è appassionato di fotografia, più che un libro consiglio National Geografic si riesce ad imparare molto soltanto guardando gli scatti dei mostri della fotografia.
Film consigliato:I soliti sospetti
Sito web: www.fizza.it

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GEAR:
Camera: canon eos 1d mark II
Lens: si parte dal fisheye per scatti particolari, un grandangolo classico, 50mm luminoso per situazioni con poca luce ed un 70-200 come tele.
Flash: amo molto usare i flash, utilizzo speedlight canon 580 e 430, in più un flash da studio portatile.
Editing Program: Photoshop

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ITW:
Quando hai iniziato a fotografare e da quanto tempo pubblichi? Solo snow o anche altro?
La passione per la fotografia l'ho sempre avuta, poi col passare degli anni ho cercato di migliorare la mia tecnica per cercare di trasformare una passione in un lavoro. Per quanto riguarda lo snowboard, i primi articoli firmati sono del 2005-06, mentre per quanto riguarda il mondo fuori dallo snowboard già qualche anno prima.
Per riuscire poi a mantenersi bisogna scendere a compromessi e spesso nella stagione estiva si finisce per fare matrimoni o lavori meno eccitanti rispetto a fotografare lo snowboard.

Perché lo snowboard?
Come detto prima lo snowboard è sempre stato una mia passione, sono molto amante della natura e della montagna e ho una dipendenza da quella droga chiamata adrenalina.
Lo snowboard è uno di quegli sport che mi fa rilassare e rasserenare, poterci lavorare e contribuire alla sua crescita è molto motivante.

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Quanto tempo dedichi in un anno agli shooting trip?
Purtroppo non è sempre facile organizzare tanti shooting trip, gli impegni sono sempre tanti sia da parte mia come media che per i riders, i mesi migliori della stagione sono pieni di gare importanti, e spesso si hanno pochi giorni per organizzarli. Tuttavia sono molto importanti sia per raccogliere molto materiale sia per una crescita per gli atleti.

Quel è la tipologia di rider con la quale preferisci lavorare?
Lo snowboard è e deve sempre rimanere un divertimento, non si può snowboardare bene se non si è felici nel farlo, tuttavia quando si lavora non mi piace fare le cose un po' tanto per farle, impegno, voglia di fare, e serietà sono obbligatorie.

Qual'è stato il tuo shooting più lungo?
In Norvegia con i Road Warriors della Nitro abbiamo scattato per 2 settimane circa, ma gli shooting lunghi non mi entusiasmano più di tanto, tutto dipende da molti fattori, se tutto va ok si riesce a fare un sacco di materiale in pochi giorni.

Digitale ed analogico... cosa ne pensi?
Per il lavoro sui magazine e web, il digitale è molto meglio, ti risparmia la digitalizzazione dei negativi, e di conseguenza tempo e lavoro. Le macchine di oggi sono molto evolute e di ottima qualità. L'analogico tuttavia è sempre molto affascinante, io uso il medio formato per lavori particolari e per il piacere di scattare con questo tipo di formato

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Lavorare in Italia e all'estero... quali sono le maggiori differenze?
Lavorare all'estero significa lavorare in un mondo molto più collaudato, si scatta con atleti di livello internazionale e su magazine sfogliati in tutt'Europa. Attualmente collaboro con due riviste straniere MBM e Playboard, ed il piacere di pubblicare su riviste importanti è molto stimolante soprattutto quando si riesce a far pubblicare un nostro atleta, troppo spesso non considerati.

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Come vedi l'editoria freestyle in Italia?
L'editoria freestyle italiana è un mercato molto chiuso, simile a quello francese, soprattutto per un discorso di lingua, in Svizzera, Austria e Germania parlano tedesco, di conseguenza è molto più facile far girare una rivista dentro questi stati. Nonostante queste difficoltà noi media dobbiamo credere e cercar di far crescere lo snowboard italiano, promuovendo quello che è giusto e positivo, e magari togliendo spazio a quelle cose che purtroppo fanno solo male al nostro sport preferito.

Progetti per il futuro?
Come ormai molti sanno assieme al vecchio gruppo di onboard più qualche new entry, la prossima stagione vedrà la nascita della nuova rivista Snowboard mag, diretta da Riky Felderer accompagnata dal sito di snowbox.it, e l'ononimo video. Come materiale siamo messi benissimo abbiamo un sacco di neve fresca e kikeroni da paura, e soprattutto molte idee interessanti su come pubblicarli, bisognerà aspettare ottobre per vedere il numero zero e sono convinto non vi deluderà. Per il momento inforco la mia bici e cerco di passare più tempo praticando downhill, altra mia passione che riesce a farmi sfogare.

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Hai qualche consiglio da dare agli emergenti fotografi?
Prima di tutto bisogna essere veramente convinti di quello che si vuole fare e saper rinunciare a molte cose per riuscire nel proprio intento, essere seri e professionali e fare tanta e tanta pratica.


Grazie mille! Ciao a presto!
Grazie a te Fulvio per l'intervista e per avermi sempre ben accolto nella tua famiglia snowgang.



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